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Gestione dei rifiuti, Umbria a due velocità tra ritardi e scarsa attenzione al riciclo

Legambiente Umbria: "Sbagliato porre attenzione solo su chiusura del ciclo quando ancora non si è investito a sufficienza su prevenzione, raccolta differenziata e riciclo"

Umbria a due velocità sulla raccolta e sullo smaltimento dei rifiuti. E' quanto emerge dal confronto dei dati della Commissione parlamentare sulle ecomafie e quelli di Arpa Umbria, secondo Legambiente.

Il rapporto della Commissione ha "confermato che l’Umbria, pur avendo visto crescere generalmente le quantità di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, è ancora colpevolmente in ritardo rispetto alla qualità della raccolta". Secondo la Commissione c'è stata "scarsa programmazione strategica" e un "deficit impiantistico per il riciclo delle frazioni secche, soprattutto della plastica".

"Un leitmotiv degli ultimi mesi (e anni) che ogni tanto ritorna al centro del dibattito tra associazioni, comitati di cittadini e politica – commenta Maurizio Zara, presidente di Legambiente Umbria – che risulta di scarsa comprensione e che però, crediamo, si traduca banalmente in impianti di incenerimento con un po’ di recupero energetico. Una discussione – prosegue Zara - che secondo Legambiente Umbria andrebbe affrontata, eventualmente, solo a valle di un completo e più ampio possibile recupero di materia, realizzando una capillare raccolta differenziata su tutto il territorio regionale e con adeguati e innovativi impianti di riciclo per tutte le frazioni".

Per Legambiente Umbria "le raccolte differenziate progrediscono poco e male" e "gli impianti di trattamento meccanico biologico sono obsoleti e non sono mai stati adeguati". Ecco perché la plastica ha un indice di riciclo del 21%. Situazione ben diversa da quella del riciclo dell’organico, per la quale in Umbria si registra "una capacità impiantistica sicuramente sovradimensionata rispetto al fabbisogno umbro". 

I dati ufficiali pubblicati sul portale di Arpa relativi alla produzione e raccolta differenziata dei rifiuti dell’anno appena passato, dimostrano che la raccolta differenziata in Umbria è complessivamente aumentata di 2,7 punti percentuali (ad oggi 66,1% ), ma che interi territori, come quello folignate-spoletino "sono in colpevole ritardo e anzi rappresentano un freno importante per tutta la regione". Le cose stanno migliorando un po’ ovunque "perché in molti comuni si è passati al porta a porta".

"Vanno rimodulati i servizi rendendoli più efficienti – spiega Maurizio Zara - accompagnandoli ad una importante azione di comunicazione  per aumentare la qualità della frazione organica in tutti i territori. Eliminare la plastica dall’organico consente anche di ridurre lo scarto che torna in discarica, nonché ottenere un compost di qualità che potrà essere usato come fertilizzante organico per i suoli. E poi va definita l’impiantistica e flussi in ottica di recupero di materia sia per il secco residuo sia per la plastica che rimane quasi esclusa dal circuito del riciclo".

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