INVIATO CITTADINO Revisione delle linee urbane, sale la protesta

Un risultato l’hanno certamente ottenuto… quello di scontentare tutti. A far capo dagli utenti (che sarebbe giusto chiamare “clienti”) fino agli autisti, letteralmente inferociti, stressati, distrutti

Revisione delle linee urbane. Un macello. Un risultato l’hanno certamente ottenuto… quello di scontentare tutti. A far capo dagli utenti (che sarebbe giusto chiamare “clienti”) fino agli autisti, letteralmente inferociti, stressati, distrutti.

L’elemento di insoddisfazione più ampiamente condiviso è quello del capolinea di piazza Cavallotti. Ieri mattina, a un certo punto, si è bloccato tutto. Paralizzati mezzi pubblici e privati.

Colpa, si dice, del fatto che hanno riportato in piazza degli Aratri i pullman da 12 metri: quei bestioni che si era deciso di confinare in piazza dell’Università perché “scassatutto”. Ne sa qualcosa la pavimentazione della piazza che finalmente respirava.

Ne sanno parecchio i residenti di via Ariodante Fabretti che protestano vivacemente per la risoluzione che li mette di nuovo al centro di inquinamento, rumore, disagio. Dicono: “È pericoloso addirittura uscire di casa. I passanti vengono lambiti da quei pullman che procedono sparati. Dalla puzza e dal rumore non si campa”.

Dopo l’istituzione dell’area di sosta e di scambio in piazza dell’Università, le cose erano migliorate. Da ieri, invece, il caos. “C’è stato un momento – spiega un autista – in cui nella piazza Cavallotti si trovavano un pullman grande e tre buxi. C’erano anche due auto private in sosta e due corrieri: tutto bloccato”.

Spiega: “Il mezzo grande era salito in anticipo e doveva aspettare cinque minuti, noi stavamo in mezzo: un inferno!”.

Ci dicono peraltro che i mezzi scolastici hanno ritardato l’entrata degli alunni, portando fortissimi ritardi. Gli studenti non se ne lamentano, ma la scuola non giustifica l’entrata in ritardo, se sistematica.

Per esperienza personale dell’Inviato Cittadino, ieri pomeriggio, la corsa Z 20 da via Torelli delle 16:47 è arrivata con quindici minuti oltre l’orario previsto, quando era ormai persa ogni speranza. Quattro studenti in attesa se ne sono andati, decidendo di farsela a piedi.

Ieri, primo esperimento “in corpore vili” della sperimentazione, le cose si sono subito messe malissimo. C’è da augurarsi che – con qualche giorno di rodaggio – il servizio possa migliorare. Ma c’è chi giura che la scelta più esiziale sia stata proprio quella di concentrare in piazza Cavallotti così tanti mezzi. Oltre ai bestioni che “ritornano”, un guaio è l’abolizione del capolinea a piazza Italia per il buxi Z 21: anche lui adesso in piazza Cavallotti. Tutti concentrati in quel punto, restano incollati, fra improperi e il vecchio mugugno “si stava meglio prima”. “Meglio” non so. Di certo: “meno peggio”.

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