Lunedì, 18 Ottobre 2021
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INVIATO CITTADINO Resti mortali dei Della Corgna, tanto lavoro per nulla

Il Comune di Perugia rimischia tutto in un unico calderone. E non è un bene

Resti mortali dei Della Corgna. Tanto lavoro per nulla. Il Comune di Perugia rimischia tutto in un unico calderone. Vanificando un lungo percorso di ricerca e identificazione scientifica dei singoli personaggi. Ora si farà un’unica tomba rimettendoci le cassette in forma anonima. Questo pare di desumere dalla comunicazione sul sito del Comune di Perugia Art Bonus - Cappella in San Francesco al Prato. Vi si parla di Progetto di restauro e ricostruzione dell'altare nella Cappella del Gonfalone e ricollocazione di sepolture nella Cappella degli Oddi in San Francesco al Prato.

C’è chi commenta: “Penso che almeno alle spoglie di Ascanio debba essere riservato lo stesso trattamento di quelle di Braccio”. Aggiungendo: “Il Club Lions si assumerebbe l’onere della spesa del sarcofago”. Ma non basta?

Si tratta di un’anomalia, a voler essere teneri. C’è chi lo giudica come un vero sacrilegio. E un chiudere gli occhi davanti alla storia e alla scienza, vanificando un lavoro certosino, peraltro costato fatica e denaro.

Ci esimiamo dal raccontare i fatti abbastanza noti, soffermandoci su una fase particolare

Si ricorderà il reperimento dei nove sarcofaghi contenenti i resti mortali della famiglia.

È certo che il corpo di Ascanio della Corgna era stato sepolto nella chiesa di S. Francesco al Prato nel 1571.

I documenti.

Una pubblicazione del 1773 sulla stessa chiesa, descrivendo la cripta dove un tempo era il sepolcro della famiglia Della Corgna, riporta i nomi dei defunti contenuti in 7 sarcofaghi

Dopo la pubblicazione del 1773 non vi sono notizie sulle spoglie di Ascanio della Corgna e dei suoi familiari.

Dopo lunghe e laboriose ricerche storico-archivistiche, finalmente sono state rintracciate, presso l’archivio della Soprintendenza, notizie sulla lapide del Sepolcro della famiglia della Corgna.

Il professor Oscar Scalvanti, Rettore dell’Università agli inizi del ’900, la recuperò dalla distruzione insieme ad altre lapidi sepolcrali della chiesa di S. Francesco al Prato. Questa stessa lapide sarà riportata successivamente a S. Francesco al Prato e collocata nella cappella del Gonfalone e non nella cappella di S. Andrea, ormai distrutta, di proprietà della famiglia Della Corgna.

I resti al cimitero monumentale?

Si giunse a pensare che probabilmente i resti mortali di Ascanio, come quelli di altre sepolture della chiesa, fossero stati conferiti al cimitero monumentale al momento dei numerosi lavori edilizi che avevano interessato l’edificio. Questa convinzione era supportata da una pubblicazione curata dal Comune di Perugia del 1927 (“Il tempio di S. Francesco al Prato in Perugia restituito al culto…”) dove si parla dei resti mortali delle famiglie nobili perugine (Baglioni, Michelotti, Della Corgna…) “pietosamente composte nel pubblico cimitero ….”.

Poi è avvenuta la scoperta casuale delle cassette da parte di Cialini.

Che dice: “In mezzo ai calcinacci vi erano 9 cassette metalliche con la scritta, sul coperchio di ognuna, in lingua latina (approssimata), EX NOBILISSIMA FAMILIA DUCUM DE CORNEA RECOSCITUS A.D. MCMLXVII, senza nessun nome. La pubblicazione del 1776 diceva che il sepolcro della famiglia Della Corgna conteneva 7 sarcofaghi e dunque il numero non tornava.

Ma la confusione risale all’intervento distruttivo 1967. Probabilmente nel 1967 furono distrutti i sarcofaghi dei Della Corgna e i resti furono messi nelle cassette metalliche anonime senza nessun criterio, mischiando il contenuto dei vari sarcofaghi da parte di mani non esperte, come probabilmente è stato fatto per altri. Ipotesi poi confermata dal prof. Mauro Bacci, direttore dell’ Istituto di medicina legale dell’Università, che successivamente ha analizzato in modo scientifico il contenuto delle cassette.

Il tam tam mediatico.

Il ritrovamento ebbe una grande eco nella stampa e nei mass media locali e nazionali e fu fatta una conferenza stampa alla Regione con la presenza dell’assessore alla cultura Fabrizio Bracco.

Ma la Comunicazione del Comune è fallace.

È sorprendente leggere oggi nel sito del Comune di Perugia tra le opere finanziate dall’Art Bonus a proposito della chiesa di S. Francesco al Prato “i resti mortali della famiglia della Corgna (sono stati) rinvenuti in S. Francesco al Prato nel 1967” senza menzionare il ritrovamento del 2013!

In realtà, nel 1967 non ci fu una scoperta ma la distruzione….

Entra in campo Mauro Bacci.

Vista l’importanza della scoperta, viene chiamato in causa il professor Bacci [Le cassette di San Francesco al Prato hanno "parlato": sono i resti di Ascanio della Corgna e dei suoi familiari (perugiatoday.it)] che ha lavorato per diversi giorni nei mesi di novembre-dicembre del 2018 e febbraio 2019 presso il cimitero monumentale di Perugia dove erano state traslate le cassette. Ogni cassetta era stata aperta: fotografati i reperti, ricostruiti gli scheletri di ciascun soggetto. Sulla scorta di questo lavoro, l’equipe ha redatto una relazione identificando lo scheletro di ciascun componente della famiglia Della Corgna e in particolare quello di Ascanio Della Corgna, di Diomede, di Ascanio II, di Laura e di Porzia.

Subito dopo l’identificazione delle spoglie si pose il problema della loro sepoltura.

Si pensò di realizzare un sarcofago ove collocare le spoglie di Ascanio, alla stessa stregua della cassettina seicentesca contenente le spoglie di Braccio Fortebraccio. Un manufatto il cui restauro l’Inviato Cittadino fece eseguire al professionista Giovanni Manuali, su pagamento liberale della dottoressa Nives Tei

Oggi si legge della: “Realizzazione di un nuovo sarcofago per i resti mortali della famiglia della Corgna, rinvenuti in San Francesco al Prato nel 1967”.

Che senso ha quindi il lavoro fatto dai medici legali per l’ identificazione delle spoglie di Ascanio per poi buttare tutto in un unico sarcofago?

Insomma: tutti insieme appassionatamente. Dunque, a cosa è servito il lungo lavoro di ricognizione e separazione dei resti mortali dei singoli componenti della famiglia Della Corgna, se poi si voleva mischiare ancora tutto allegramente?

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