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INVIATO CITTADINO Fonti dei Tintori, ultimo atto: finalmente tolta la recinzione

Un restauro filologico, parola del medievista Franco Mezzanotte

Fonti dei Tintori, ultimo atto. Finalmente tolta la recinzione di cantiere. Liberata una corsia e facilitata la circolazione. Un restauro filologico, parola del medievista Franco Mezzanotte. Il ritardo dovuto alla concomitanza del problema coronavirus, di imprevisti meteorologici, del reperimento di materiali utili a mascherare situazioni sconosciute.

Il cantiere si è protratto un po’ oltre le previsioni. Oltretutto, le piogge consistenti avevano reso pastosa la massa di terra a monte che rischiava di precipitare sull’antico manufatto. Da qui la necessità di procedere a prudenti sbancamenti, costruendo un muro di protezione sotto viale Antinori, alle spalle delle Fonti, al fine di impedire smottamenti che andassero a gravare sulla copertura integralmente rifatta.

Un altro imprevisto è consistito nella scoperta di una fognatura in discesa dalla zona di San Francesco al Prato e da via dell’Eremita, in zona Conca. Da qui la necessità di canalizzare e di mascherare. A tale scopo è stato realizzato un camino con presa d’aria a favorire lo scorrimento.

Le tre arcate sono state sistemate con riguardo alla pavimentazione che dovrà essere idonea alla tenuta idrica. Perché pare che l’acqua, come filologia richiede, verrà rimessa nelle tre vasche utilizzate dai nostri antenati per la tintura delle stoffe.

Inoltre è stata realizzata l’intonacatura delle volte in accoltellato di mattoni. L’Inviato Cittadino confessa che in proposito è stato assalito da dubbi e perplessità. Si chiedeva, infatti, come mai – dopo averli sabbiati – si fosse deciso di coprire quel bell’accoltellato fittile. Quando, invece, in genere si tende a mettere in mostra questo genere di muratura delle volte.

Dubbi rimossi dall’amico professor Franco Mezzanotte che ci ha spiegato come fosse, questa, la scelta rispettosa delle forma originale. L’intonaco, infatti, sarebbe caduto per l’opera del tempo “edax rerum”, grazie alla risalita dell’umidità per il fenomeno della capillarità. O forse dovrebbe aver prevalso il gusto sette-ottocentesco per la rimozione degli intonaci. Da qui la facies a mattoni che abbiamo sempre visto fin dalla nostra età della ragione.

Al contrario, le volte sono state intonacate e dipinte con un colorino avorio assai gradevole.

Come rilevato in un precedente servizio, a sinistra delle Fonti è stata realizzata una piazzola in porfido. Come “ali” dell’opera, due muretti in pietra scheggiata a scalpello e doppia greca rosata: alla base e fascia alla sommità.

Ora il bianco di quei travertini spicca tra il marrone della terra rimossa e il verde della scarpata.

Un lavoro stupendo. Un grazie di cuore ai perugini che hanno voluto testimoniare il proprio attaccamento alle opere antiche, conferendo denari all’Art Bonus, la forma che tanto successo ha riscosso fra i discendenti d’Euliste. 

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