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Mercoledì, 19 Giugno 2024
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Restauro Fontana Maggiore. Dopo le protomi, tocca alle Ninfe e alla Coppa di Rosso Padellaro

Restauro Fontana Maggiore. Dopo le protomi, tocca alle Ninfe e alla Coppa di Rosso Padellaro. Procede a ritmo serrato (“adelante Pedro, cum iudicio”) l’intervento di manutenzione straordinaria sulla Regina della Piazza.

Montato (impresa edile Belli di Corciano) un palco, funzionale alle operazioni di pulizia della sezione superiore. Sotto i ferri del giovane restauratore Giacomo Perna, già autore dell’efficace intervento sul portone di Palazzo dei Priori.

Le Portatrici d’acqua daranno il loro bel daffare. Difatti mostrano una superficie disomogenea, caratterizzata da quel giallino che fece gridare a un misterioso intervento di re Mida. Ma di oro non c’era traccia. Bensì si trattava di concrezioni, dovute a fenomeni di mutazione cromatica di natura chimico-fisica. L’impresa idraulica Costantini garantisce infatti che quel fenomeno metamorfico non è addebitabile ai materiali di pulizia né a una imperfetta depurazione dell’acqua. Si tratta, invece, di depositi accumulatisi nelle vecchie tubazioni, sostanze ferruginose che comportano cambiamenti di colore.

La strada giusta – afferma il restauratore – è quella di una pulizia di quelle superfici, con cadenza annuale. Rimuovendo quelle sostanze intrusive, prima che formino una patina robusta e permanente.

Tocca poi alla coppa di Padellaro, anch’essa solcata da inestetismi e striature tendenti al verdastro. Fenomeno evidentemente dovuto all’emergere della componente rame.

L’insieme dei lavori dovrebbe protrarsi per una ventina di giorni.

Dice il restauratore: “Peccato dover nascondere la parte superiore ai tanti turisti che in questi giorni affollano l’acropoli”. Difatti, la parte superiore verrà coperta da telo di verdeggiante. Ma si farà di necessità virtù. È vero, non sarà bello. Ma “ad impossibilia nemo tenetur”. Insomma, non è possibile salvare capra e cavoli: ossia operare interventi senza impedire la vista del manufatto. Vorrà dire che i turisti prenderanno questo “occultamento” come segno di amore e rispetto per il nostro prezioso monumento.

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