Raffaello perduto, la storia e le opere del genio di Urbino portate via dall'Umbria

Il giovane pittore iniziò a lavorare a Città di Castello e Perugia e dipinse per le famiglie più importanti: Baglioni, Ansidei e Oddi. Tra furti e requisizioni poco rimane nella regione

La Madonna di Foligno di Raffaello Sanzio è tornata in città per una esposizione “lampo” che ha registrato 50mila visitatori nel 2014. La Rai dedica al genio di Urbino un documentario girato a Perugia e in altri luoghi dell’Umbria legati a Raffaello e alla sua opera. D’altronde la storia del pittore è legata a quella di Bernardino di Betto, detto il Pinturicchio, e Pietro Vannucci, detto il Perugino.

Sono molti i capolavori che Raffaello dipinse per chiese e oratori dell'Umbria. Tracce d'arte che sono andate svanendo nel tempo perché vendute o trafugate. E un volta recuperate hanno preso altre strade, invece che tornare nei luoghi per i quali erano state create. Le uniche opere di Raffaello rimaste al loro posto sono gli affreschi di San Severo (la parte alta, quella inferiore è di Perugino, suo maestro) e per la figura della Fortezza e nel volto di Salomone nella Sala delle udienze del Collegio del Cambio di Perugia. E uno stendardo processionale conservato a Città di Castello.

La prima prova autonoma umbra di Raffaello è lo Stendardo della Santissima Trinità di Città di Castello, composto da due facce, e raffiguranti la Crocifissione e la Madonna della Misericordia. È datato al 1499. Con Evangelista di Pian di Meleto, invece, dipinge la pala di Sant'Agostino (o di san Nicola da Tolentino o pala Baronci) tra il 1500 e il 1501. L'opera risulta dispersa e frammentata dopo il 1789 sia a causa di un terremoto che la danneggiò (fu divisa in più parti per meglio conservarla) e le requisizioni francesi. Frammenti che sono finiti nei musei di Europa e America.

Per la chiesa di San Francesco (orfana dello Sposalizio della Vergine, visibile a Brera) Raffaello dipinse, nel 1502, una Crocifissione (Mond o Gavari) ora conservata alla National Gallery di Londra e con due scomparti di predella al Museu Nacional de Arte Antiga a Lisbona e in collezione privata. L'opera è firmata alla base della croce: «RAPHAEL URBINAS P.[inxit]». Lasciò il centro tifernate per entrare nella collezione del cardinal Fesch (zio di Napoleone), per poi passare nelle mani del collezionista inglese Mond. Vi sono rappresentati Cristo in croce tra il sole e la luna, due angeli e ai piedi della scena Maria, san Girolamo, la Maddalena e Giovanni apostolo. Di quest'opera faceva parte anche la predella con le storie di San Girolamo ora nella collezione Cook di Richmond (Miracolo di san Girolamo) e alla Galleria di Lisbona (San Girolamo resuscita tre morti).

La pala Oddi era stata commissionata a Perugino e da questi affidata al giovane Raffaello nel 1502. L'opera fu voluta da Maddalena degli Oddi per la chiesa di San Francesco al Prato a Perugia. Nel 1797 fu requisita e trasferita a Parigi. Nel 1815 fece ritorno in Italia, ma rimase nella Pinacoteca vaticana.

Ulteriore ritorno in Umbria di Raffaello si ha per la pala Colonna nel 1503. Le monache di Sant'Antonio richiesero una pala che rappresentasse Gesù Bambino vestito. L'opera fu avviata in Umbria e completata a Firenze entro il 1505 circa. Nel 1677 passò nelle mani di Antonio Bigazzini di Perugia, poi nelle raccolte dei principi Colonna a Roma e in quelle di Francesco I delle Sue Sicilie e trasferita in Spagna nel 1861. Nel 1901 la acquistò Pierpont Morgan. Della predella si conoscono tre scomparti: Orazione nell'orto al New York, al Metropolitan Museum of Art; Pietà a Boston all'Isabella Stewart Gardner Museum e Andata al Calvario a Londra, alla National Gallery. Un San Francesco d'Assisi e un Sant'Antonio da Padova si trovano alla Dulwich Picture Gallery.

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La pala Ansidei venne dipinta per la chiesa di San Fiorenzo, in via Alessi, di fronte a palazzo della nobile famiglia perugina, e raffigura una Madonna in trono con i santi Giovanni Battista e Nicola di Bari (datata sull'orlo del manto della Vergine sotto la mano sinistra nel 1505). Nel 1764 venne sostituita con un copia e l'originale entrò nella collezione di lord Robert Spencer per poi passare in quella del duca di Marlborough e alla National Gallery nel 1885. Sempre nella National Gallery si conserva un elemento della predella originale, la Predica del Battista, mentre le altre due tavolette lo Sposalizio della Vergine e il Miracolo di san Nicola, sono andate disperse.

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