Raffaello, il primo blu artificiale della storia e la scoperta del Laboratorio di Diagnostica per i Beni Culturali di Spoleto

Si deve anche al qualificato lavoro del Laboratorio di Diagnostica per i Beni Culturali di Spoleto la scoperta che testimonia l’utilizzo da parte di Raffaello di un colore di origine non naturale. Il primo blu artificiale della storia dell’arte ed uno dei primi pigmenti in assoluto di origine non naturale

Si deve anche al qualificato lavoro del Laboratorio di Diagnostica per i Beni Culturali di Spoleto la scoperta che testimonia l’utilizzo da parte di Raffaello di un colore di origine non naturale. Il primo blu artificiale della storia dell’arte ed uno dei primi pigmenti in assoluto di origine non naturale.

È stato individuato in tutto il cielo, il mare e persino negli occhi di Galatea – riferisce una nota del Laboratorio di diagnostica per i beni culturali - , un pigmento conosciuto come blu egizio, il primo blu artificiale della storia dell’arte ed uno dei primi pigmenti in assoluto di origine non naturale.

La sua manifattura risale agli Egizi, da cui trae il nome, e la sua diffusione fu estremamente ampia in tutta l’antichità fino all’Impero Romano, dopodiché le sue tracce si perdono. L’ampio uso fattone da Raffaello – aggiunge la nota - fa escludere un impiego di materiale archeologico ritrovato occasionalmente ed indica piuttosto la precisa volontà dell’artista di ricorrere ai materiali pittorici dell’antichità, per ritrarre un soggetto mitologico. La tavolozza degli antichi era nota a quel tempo attraverso le tracce visibili negli scavi, ma anche e soprattutto attraverso le fonti scritte, in particolare Vitruvio che nel suo trattato De Architectura, riporta gli ingredienti ed il procedimento di preparazione del blu egizio, allora conosciuto come caeruleum. La passione di Raffaello per l’antico fin qui nota solo attraverso testimonianze documentali, si concretizza nei materiali che egli stesso decide di ricreare, primo fra tutti il blu egizio, per ripristinare la tavolozza degli antichi romani.

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Il Laboratorio parteciperà a Roma il 5 ottobre a Villa Farnesina alla conferenza stampa organizzata dall’’Accademia dei Lincei per presentare i risultati ottenuti dagli studi sulle tecniche esecutive e sui materiali utilizzati da Raffaello.

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