INVIATO CITTADINO Centro storico, la guerra dei buxi: scatta la raccolta firme

Da domani, le due linee ACAP (Z20 e Z 21) faranno entrambe capolinea in piazza Cavallotti e non più, rispettivamente, in piazza degli Aratri e in piazza Italia. “In tal modo – spiegano i ‘rivoltosi’ – resteranno fuori zone popolose come il Borgo Bello, Corso Cavour, Piazza d’Armi”

Scoppia la guerra sulle linee dei buxi Z20 e Z 21. Raccolta di firme contro un cambiamento di cui non si vedono le ragioni. Utenti inferociti all’attacco contro quello che ritengono un inutile doppione che priva, irrazionalmente, molte zone del servizio di trasporto urbano.

Da domani, le due linee ACAP (Z20 e Z 21) faranno entrambe capolinea in piazza Cavallotti e non più, rispettivamente, in piazza degli Aratri e in piazza Italia. “In tal modo – spiegano i ‘rivoltosi’ – resteranno fuori zone popolose come il Borgo Bello, Corso Cavour, Piazza d’Armi”.

E aggiungono: “La stessa piazza Italia non sarà più il fulcro del movimento. Senza contare che è questo il luogo più appetito. Perché, appunto, si è già in corso Vannucci. Mentre da piazza Cavallotti, c’è da fare via delle Volte e piazza IV Novembre, per raggiungere il corso”.

Stigmatizzano: “È veramente assurdo che si privino del servizio zone ad ampio utilizzo, relegando in casa torme di anziani che vanno in centro, ad esempio, dal Borgo Bello, a fare spesa”.

“Lo stesso Mercato ‘scoperto’ di piazza del Circo ne verrà penalizzato”.

“Parimenti inspiegabile la circostanza per cui dall’Elce (zona via Torelli, via Calindri, via San Galigano) non si raggiunga più Piazza Partigiani”. Non manca chi sottolinea il fatto che si vadano a privare del servizio i numerosi utenti legati alle attività della clinica Liotti. Ma di esempi ne vengono sciorinati a iosa. Tutti convergono sulla necessità di lasciare le cose come stanno.

Spiega una studentessa che vive all’Elce e che è originaria di una regione del Sud Italia: “Ogni quindici giorni torno a casa. Salgo col trolley in via Calindri e scendo a piazza d’Armi, dove – al terminal bus – prendo comodamente il pullman. Mi dice come farò, d’ora in poi, senza questo comodo servizio?”.

Gli autisti, dal canto loro, ascoltano le proteste, ma si dicono impossibilitati a porvi una pezza.

Non si vede, peraltro, il senso di questo doppione. Se non, forse, il fatto che sia legato alla ventilata abolizione della linea urbana U. Soliti risparmi? “Allora, per risparmiare sulla spesa – dice una signora arrabbiatissima – smettiamo di mangiare, così arriveremo prima all’auspicato traguardo finale”

Come stiano le cose, gli utenti preparano i materassi e sono pronti a fare le barricate. Sarà lotta dura, senza quartiere. O meglio: quartiere per quartiere… escluso dal servizio.

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Intanto si raccolgono firme sul buxi e presso qualche esercizio pubblico in prossimità delle fermate.

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