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Alfiero Toppetti, un attore umbro per il film Netflix "The Pope"

Quando l’abito fa… il cardinale. Spigolature cinematografiche tutte da ridere sul film ancora inedito interpretato dal nostro attore assisiate

Quando l’abito fa… il cardinale. Spigolature cinematografiche sul film “The Pope”, ancora inedito (ossia non distribuito), interpretato dal nostro Alfiero Toppetti.

Cosa ti è successo di strano?

“Mi hanno scambiato per un vero cardinale – racconta l’attore assisiate – e hanno cominciato a tartassarmi in tutti i modi”.

Racconta: “Eravamo in piazza San Pietro, durante una pausa delle riprese del film ‘The Pope’ in cui interpreto la parte di un porporato”.

Come sono andati i fatti?

“Mi hanno circondato una massa di questuanti che chiedevano l’obolo. Poi, come se non bastasse, gruppi di turisti cinesi e giapponesi che volevano fare selfie”.

E poi?

“C’è stata addirittura una signora italiana che mi ha chiesto di benedirla”.

E tu, l’hai fatto?

“Io mi davo da fare a ripetere che ero in costume per esigenze di copione e che non ero un vero cardinale. Ma quelli insistevano”.

E non ti hanno creduto?

“I turisti avevano capito, ma mi dicevano ‘non important’. Evidentemente, il loro obiettivo era quello di portare a casa una foto particolare”.

Ma come mai questo autentico assalto?

“Il fatto è che i cardinali, ordinariamente, non vengono visti a piedi, ma passano in macchina con autista. Evidentemente, stavolta il pubblico non voleva farsi sfuggire l’occasione di dialogare con un prelato incontrato per strada. Peccato che io sono un laico, anche se credente”.

Ma avevi proprio l’aria di un alto prelato?

“Forse. Il fatto è che la produzione mi ha costretto a tagliarmi i baffi e così alcuni non mi hanno riconosciuto con la mia classica immagine”.

Che scene hai girato a Roma?

“In una parlavo con un ‘collega’ cardinale, dopo aver accompagnato a Santa Marta il Papa (o meglio, l’attore che lo impersonava)”

Che altro?

“Abbiamo girato in tre distinte location: tre giorni a Roma, poi in studio dentro una perfetta ricostruzione della Cappella Sistina e una settimana alla reggia di Caserta”.

Lì è accaduto qualcos’altro?

“Niente di speciale. I turisti avevano capito che stavamo girando. Magari di scatti ne hanno fatti tanti. Specialmente quando scendevamo una scalea e quando andavamo in processione salmodiando litanie in latino (maccheronico). Non ti dico le risate!”.

Il film non è ancora uscito e la fotogallery è esclusiva di PerugiaToday.

Salutiamo Alfiero, attore avatiano, con alle spalle successi televisivi con la Goggi, la Carrà, la Rivelli, Carmen Russo, Banfi, Merola e tanti altri professionisti del piccolo e grande schermo.

A proposito: il nostro libro “Alfiero Toppetti, una spalla per amico” (Morlacchi editore) sta andando a tutta birra. Grazie a chi interverrà alle innumerevoli presentazioni che ne andiamo facendo per tutto lo Stivale. L’ultima in Assisi, il 12 aprile, ore 17:00, alla Sala della Conciliazione. Lavorare con Alfiero è stato divertente. Peccato che questo aneddoto me lo abbia raccontato solo oggi! Altrimenti sarebbe finito nel libro. È già avvenuto per altre cose buffe. Ma lui, si sa, è fatto così. 

Foto esclusive - Alfiero Toppetti nel film Netflix The Pope

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