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Pioggia di milioni sull'Umbria per rimediare ai palazzi della vergogna e rilanciare il turismo su ferrovia

La regione si classifica nelle prime posizioni nazionali nei bandi Pinqua con 75 milioni di euro di finanziamenti. L'assessore regionale Melasecche: "La nostra regione, quando fa squadra e lavora per obiettivi di alto livello, riesce ad esprimere il meglio di se stessa"

Settancinque milioni di euro per progetti da realizzare nella regione per migliorare la qualità dell’abitare. L’Umbria si classifica nelle prime posizioni nazionali nei bandi Pinqua (Programma nazionale qualità dell’abitare) con l’assegnazione alla Regione di circa 30 milioni, oltre ai 45 circa che portano a casa i due progetti dei Comuni di Perugia e Terni.

I progetti finanziati sono quelli che vanno ad incidere nel tessuto urbano degradato e costipato da scelte errate del passato come quelle a Ponte San Giovanni (ex Palazzetti) o dall’incuria di molti decenni di abbandono, come nel caso dell’ex Lanificio Gruber di Terni.

Ci sono anche i progetti di mobilità alternativa, come quelli che interessano molti comuni lungo tutta la dorsale ferroviaria dell’ex Fcu per il completamento della tratta da Sansepolcro a Terni, con annessa valorizzazione turistica che interessa non solo i comuni attraversati dai binari, ma anche tutti gli altri posti trasversalmente alla dorsale, cioè quelli direttamente interessati dal progetto “Alta Umbria 2030” sono San Giustino, Città di Castello, Umbertide, Pietralunga, Montone, Citerna e Gubbio mentre gli altri del progetto “Vivere l’Umbria” sono San Giustino (Selci Lama) Città di Castello, Umbertide, Perugia, Deruta, Marsciano, Todi, Massa Martana, Acquasparta, Sangemini e Terni (Cesi).

“La nostra regione, quando fa squadra e lavora per obiettivi di alto livello, riesce ad esprimere il meglio di se stessa. Adesso, bisogna rimboccarsi le maniche, perché abbiamo 240 giorni per presentare i relativi progetti definitivi/esecutivi. Vogliamo aprire i cantieri prima possibile - ha ricordato l’assessore Melasecche - per inaugurare questo rivalorizzato volto dell’Umbria entro il 2026, termine ultimo concesso dal Pnrr, all’insegna di nuova qualità della edilizia residenziale pubblica, del recupero di un tessuto importante di archeologia ferroviaria, della cultura, di un turismo lento ma fortemente attrattivo che dalla dorsale ferroviaria si innerva nelle ciclabili, nei cammini e sentieri verso le nostre bellezze naturali, il nostro paesaggio, i nostri borghi”.

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