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La città del futuro: ecco la proposta progettuale per portare a nuova vita le edicole abbandonate di Perugia

Si chiama ediCOOLa PERUGIA: propone di trasformarle in punti di ricarica elettrica per le auto con spazi per le consegne e le attività lavorative

Un piano per dare un nuovo futuro alle edicole per la vendita dei giornali chiuse e dimenticate di Perugia. Perché “è un vero peccato lasciarle nel degrado: sia perché le edicole sono sempre state un punto di riferimento fondamentale per la vita sociale sia perché le stesse sono sempre ubicate in luoghi strategici della città e spesso sono dotate di spazi liberi vocati alla sosta degli autoveicoli dei clienti”, spiega Paolo Belardi. Da questa notazione è nata l’idea di “ediCOOLa PERUGIA”.

Il progetto, che è stata una vera e propria ricerca, in quanto rappresenta l’esito di un’autocommittenza vocata alla sperimentazione, è stato coordinato da Paolo Belardi, professore di “Composizione architettonica e urbana” nel Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia, ed è stato redatto insieme a una équipe di professionisti: gli ingegneri Simone Bori e Matteo Scoccia con la collaborazione di Gioacchino Fontana, studente di Architettura nel Politecnico di Torino, e Alessandro Moriconi, studente di Ingegneria edile-Architettura nell’Università degli Studi di Perugia. 

FOTO - Nuovo futuro per edicole abbandonate: il progetto ediCOOLa PERUGIA

“In altre città italiane esistono già iniziative strutturate a livello comunale che sono finalizzate alla riconversione delle edicole dismesse in una rete di luoghi della promozione sociale e culturale. Penso al progetto ‘Maggiordomi di quartiere’, promosso dal Comune di Genova, e al progetto ‘Mole24.it’, promosso dal Comune di Torino. Qualcosa del genere è stato fatto anche a Perugia: mi riferisco in particolare alla ‘Edicola 518’, situata ai piedi della scalinata di Sant’Ercolano, ma si tratta di iniziative autonome ed episodiche. Mentre la nostra proposta prevede una rete ovvero è programmaticamente sistemica”, sottolinea Belardi.

L’ispirazione, racconta il presidente del corso di laurea in Design dell'Unipg, “è venuta dal mondo dell’arte e, in particolare, da una bellissima fotografia scattata da Luigi Ghirri a Modena nel 1973, in cui è ritratto un benzinaio intento a leggere un quotidiano all’interno del proprio box: un formidabile esempio di existenzminimum”.

Il progetto “ediCOOLa PERUGIA”, prosegue il professore dell'Unipg, “prevede la trasformazione delle edicole dismesse in altrettanti punti di ricarica elettrica degli autoveicoli attrezzati con spazi minimi dedicati allo svolgimento di attività lavorative e/o ricreative. Un vero e proprio landmark urbano che, evocando il tema dell’architettura pop-up, è rivolto prevalentemente a un pubblico giovane e consapevole della necessità di adottare uno stile di vita sostenibile. Da qui le ragioni della denominazione ‘ediCOOLa’, volta a esplicitare l’obiettivo di rigenerare le vecchie edicole con un’accezione di tendenza (‘cool’)”.

E ancora: “l’idea è molto semplice: sostituire le vecchie edicole con un’architettura temporanea, di pari ingombro dimensionale, realizzata assemblando container riadattati e sormontati da una pensilina equipaggiata con pannelli fotovoltaici per garantire l’autonomia energetica. L’idea di ‘ediCOOLa’ è tipologica, ma la declinazione architettonica è adattiva, perché dipende caso per caso dalle specificità locali dell’edicola preesistente”.

Nel caso specifico dell’edicola di via dei Filosofi (ribattezzata “ediCOOLa PERUGIA_FILOSOFI”), evidenzia Belardi, “la configurazione specifica prevede due container aggregati in senso longitudinale, in modo tale da adattarla allo spazio occupato dalla vecchia edicola, ripristinando il transito pedonale sul marciapiede retrostante”. I container “sono riadattati secondo i principi tematici del riuso, del riciclo e della reversibilità, con l’intento di sperimentare l’ambito fecondo dei nuovi modelli dell’abitare contemporaneo”.

L'“ediCOOLa PERUGIA_FILOSOFI” si propone in modo duplice. “Il primo container è pensato come luogo dell’attesa, dove il conducente dell’auto elettrica in ricarica, oltre a vigilare la propria autovettura, possa trascorrere utilmente il tempo anche grazie alla possibilità di connettersi alla rete internet. Mentre il secondo container è pensato come luogo dello scambio, dove il conducente dell’autovettura elettrica in ricarica (ma non solo) possa approfittare della sosta per ritirare le proprie consegne da un distributore Amazon”.

Per il professore Belardi “una cosa è certa: la città del futuro, dopo le devastazioni territoriali degli ultimi decenni, ricomincerà a crescere intrusivamente. Crescerà cioè su se stessa senza consumare né suolo né memoria. Così come è sempre avvenuto nella città del passato. E il progetto ‘ediCOOLa Perugia’ va in questa direzione”.

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