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Martedì, 25 Giugno 2024
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Toghe e veleni, sul banco degli imputati finisce l'Espresso. Il Giudice: "Mai fatto favori"

Il dottor Cisterna, oggi magistrato giudicante, era stato oggetto di due articoli che ha considerato "falsi e lesivi della sua immagine". Direttore e giornalista Espresso accusati di diffamazione

Sotto processo a Perugia il giornalista dell’Espresso Lirio Abbate e l’allora direttore della testata Bruno Manfellotto. Debbono rispondere dell’accusa di diffamazione a mezzo stampa nei confronti di Alberto Cisterna, pm a Roma all’epoca dei fatti, ossia alla data della pubblicazione dei due articoli per ciascuno dei quali è stato incardinato un separato giudizio. Il dottor Cisterna, oggi magistrato giudicante, ha esposto al giudice Narducci le ragioni che hanno giustificato la querela sporta a carico del noto giornalista, esperto in materia giudiziaria.

Gli articoli in oggetto parlavano di casi di malagiustizia e quello preso in esame nella mattinata odierna faceva riferimento ad asserite dazioni di denaro per ammorbidire la posizione di personaggi della malavita. Circostanza che ha peraltro avuto conseguenze di tipo disciplinare, smentite dalle decisioni della Cassazione, perché infondate. “Ho chiesto io stesso di essere processato”, ha ribadito Cisterna.

Condotte che il magistrato ha assolutamente smentito e che risultano peraltro vagliate e archiviate. “Tramite i miei legali – ha sostenuto il dottor Cisterna – inviai una diffida al giornalista il giorno precedente la pubblicazione del primo servizio, che comunque uscì: conteneva allusioni ingannatrici contro le quali ho deciso di sporgere querela”.

“Si trattava – aggiunge – di una ricostruzione bugiarda che metteva proditoriamente in fila elementi falsi e li collegava artatamente”. Cisterna non avrebbe favorito proprio nessuno (si trattava peraltro di un collaboratore di giustizia che non aveva bisogno di alcun “favore”) e sarebbero pertanto ingiustificate espressioni e titolazioni come “Toghe sporche aprono le porte del carcere” e simili. Gli avvocati della difesa e della parte civile hanno chiesto l’ammissione di documenti. Narducci ha rinviato alla prossima udienza del 13 febbraio 2019 alle ore 11, per sentire anche l’imputato Lirio Abbate.

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