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La Pro Ponte consegna l’Etrusco d’oro mentre è alla ricerca… del maiale perduto

Una serata particolare in cui si premiano talenti e si riscoprono identità animali, smarrite nel corso dei secoli

La Pro Ponte consegna l’Etrusco d’oro mentre è alla ricerca… del porco perduto. Una serata particolare in cui si premiano talenti e si riscoprono identità animali, smarrite nel corso dei secoli.

Occasione unica per proporre un evento cultural-coreutico-musicale marcatamente etrusco, attraverso il gruppo Etruscan Tribe. Fra musica tecno, movenze ricostruite da pitture murali e rappresentazioni vascolari, narrazioni intrise della miscelata suggestione di storia e di mito. Uno spettacolo strabiliante, con bellezze adolescenti e costumi strepitosi, fra orientaleggianti danze del ventre e raffinate seduzioni. Coreografie e costumi ispirati a geniale creatività.

È stata anche l’occasione per presentare un’ardita sperimentazione culinaria in cui si mette nel piatto un suino nero cinghialato geneticamente ricostruito. Se ne hanno tracce in effigi sparse qua e là per l’Umbria, specialmente nel nursino, in cui il cintato suino compare vicino ad Antonio abate, protettore degli animali e delle umane genti, affette dall’herpes zoster, comunemente detto “fuoco di Santantonio”. Le cotiche di suino, strusciate sulla cute, alleviavano gli spasimi provocati dalla malattia del virus della varicella, che s’insinuava sotto la cute provocando smania e dolore.

Allevare allo stato brado questo suino, che si cibava di ghianda e prodotti della natura, si è rivelata impresa ardua. L’abbandono della razza era stato principalmente dovuto a ragioni economiche, a costi e tempi lunghi dell’ingrasso (15 mesi per un peso di 90 kg., contro gli attuali 9 mesi per esemplari da 150 kg.), in una società ormai più dedita al guadagno che alla qualità.

Quella di ricostruire una razza scomparsa è stata una sfida dello Studium perusinum, come introduce chiaramente Antonio Brunori e poi spiega Francesca Maria Sarti, studiosa di rango. Processo di recupero accompagnato dall’azienda informatica Goodmen di Piscille, rappresentata da Fabio Formenti, per un felice connubio tecnologia-zootecnia-business.

Era prioritario lo scopo di fornire tracciabilità, dall’allevamento al piatto, di questo fenotipo tipicamente nursino. Obiettivo raggiungibile e raggiunto.

Quindi la consegna di “due-dicesi due” Etruschi d’oro, usciti dalla bottega dell’orafo che li ha inventati: il mitico Ulderico Pettorossi.

I destinatari del premio sono due fratelli di origine ponteggiana, Walter e Carlo Sabatini, in collegamento da remoto, causa covid, con intervento di vaglia del giornalista e film maker Gino Goti. Ha ritirato il premio la sorella Rosalba, fra battute e complimenti. Entrambi i fratelli Sabatini sono stati calciatori, poi tecnici e allenatori nelle serie maggiori. Walter è stato direttore sportivo della Roma e dell’Inter. Carlo è responsabile del settore giovanile a Padova.

Per l’Amministrazione locale, presenti l’assessore Gabriele Giottoli, coi consiglieri Paolo Befani e Roberta Ricci. Ha consegnato un secondo premio la consigliera della Pro Ponte Roberta Cardinali.

Serata di cultura e convivialità all’Etruscan Chocohotel. Tanto per restare in tema col mondo dei nostri antenati con gli occhi a mandorla. Accoglienza e accurata supervisione organizzativa del presidente Antonello Palmerini, splendido anfitrione.

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