INVIATO CITTADINO Primo Maggio, niente festa per San Giuseppe lavoratore

Perugia non ha potuto festeggiare quel san Giuseppe che protegge i papà e che fu gran lavoratore... Due le festività

Il 1° maggio, Perugia non ha potuto festeggiare quel san Giuseppe che protegge i papà e che fu gran lavoratore... Due le festività. Una, antica, cade il 19 marzo: il san Giuseppe delle frittelle, con inserimento nel calendario romano da papa Sisto IV, intorno al 1479. Fu dichiarato patrono della Chiesa Cattolica dal beato Pio IX l’8 dicembre 1870. San Giuseppe, Maria e Gesù bambino sono anche collettivamente riconosciuti come la Sacra Famiglia. E con la famiglia siamo a posto.

Ma lo stesso Giuseppe falegname è celebrato il 1° maggio, in occasione della Festa del lavoro.

Notazione politico-ideologica. Questa scelta è relativamente recente e risale al 1955, per volere Pio XII, con la definizione della Festa di san Giuseppe Artigiano, non falegname. C’è chi infatti sostiene che lo sposo virginale di Maria Santissima fosse non falegname, ma carpentiere o forse ebanista.

Nel Vangelo Gesù è chiamato “il figlio del carpentiere” e ricordare il Santo in questo giorno significa per la Chiesa riconoscere la dignità del lavoro umano come dovere dell’uomo e prolungamento dell’opera del Creatore

Ma perché è celebrato anche il primo maggio? Un semplice doppione? Politicamente, costituisce la risposta cattolica alla festa dei lavoratori, tradizionalmente marcata da caratteristiche ideologiche socialiste e sindacali.

Ecco alcuni detti legati al Santo.

Quando una donna ha il seno piatto, si dice ironicamente “C’è passato San Giuseppe ncla pialla!”.

C’è chi – laicissimo e sacrilego – lo definisce “patrono dei mariti traditi”, per via di quel “putativo” che lo contraddistingue.

Perugia (per quanto a mia conoscenza) ha venerato Giuseppe con la costruzione di ben due chiese. La prima, all’attuale civico 38 di via Oberdan, è documentata dal XIII secolo. Nel 1597 fu assegnata alla Compagnia dei Falegnami, ma nel Seicento maturo venne inglobata nell’Ospedale di Santa Maria della Misericordia. Ne resta il portale, sovrastato da un architrave con tre figurine: due inginocchiate, una in piedi.

La seconda è bellissima e intatta: si trova in via Marconi, all’altezza del Crocevia. All’interno, affreschi antichi di recente restauro. La chiesetta è tuttora officiata con messa mattutina, assai frequentata, specie in occasione del 1° maggio.

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