Stranieri, donne e anziani, ecco chi sono i nuovi poveri che si rivolgono alla Caritas

L'ente diocesano dedicherà l’“Avvento di Fraternità 2019” con una raccolta di offerte nelle parrocchie alle popolazioni terremotate d’Albania

Stranieri, donne e anziani italiani. Sono queste le categorie a rischio povertà che si rivolgono alla Caritas diocesana di Perugia per un aiuto.

Il dato emerge dal quarto rapporto sulla povertà che verrà presentato venerdì 29 novembre, ma che il professor Pierluigi Grasselli ha anticipato con una nota. "Con riferimento agli utenti del Centro di ascolto diocesano, e distinguendo per cittadinanza, si nota la prevalenza degli stranieri, in grande aumento nel quinquennio 2014-2018 (da 425 su 773 nel 2014 a 714 su 1008 nel 2018, ovvero dal 55% al 70,8%) - scrive il professor Grasselli -  Distinguendo per genere, le femmine nel complesso nel 2018 superano fortemente i maschi (577 femmine contro 431 maschi, ovvero 57% contro 43%), risultando ancor più nettamente prevalenti con riferimento ai soli stranieri (61% di femmine contro il 39% di maschi). Una prima grande diversità si rivela nella distribuzione per classi di età.  Mentre la classe 18-34 pesa, nel 2018, tra gli italiani per il 10%, per gli stranieri vale il 31%.  Per la classe 35-44 al 37% degli stranieri si contrappone il 20% degli italiani. All’opposto, la classe 55-74 è il 33% degli italiani, di contro all’11% degli stranieri". 

Per quanto riguarda la disoccupazione dei giovani "con il rischio di povertà ed esclusione sociale, particolarmente elevato per i giovani di provenienza straniera - prosegue il professore - Una marcata differenziazione si riscontra, sempre nel 2018, anche sul fronte del nucleo di convivenza, che mostra in generale il prevalere di quelli che vivono con familiari: per gli italiani si tratta del 53% (che scende al 34% considerando solo i maschi), ma per gli stranieri il dato sale al 77%; gli italiani che vivono da soli sono invece il 44% (che sale al 62% con riferimento ai soli maschi) contro il 19% degli stranieri. Gli italiani poveri risultano dunque più vecchi e più soli, e quindi esposti al rischio di numerose criticità".

Quanto alla condizione abitativa "la maggior parte degli italiani (47%) vive in case in affitto da privati; per il 20% vive in case in affitto da ente pubblico (a condizioni vantaggiose); per il 10% dispone di una casa in proprietà. Per gli stranieri poveri le quote rispettive sono, in corrispondenza, il 74%, il 7%, l’1%; essi risultano dunque colpiti intensamente dalle molteplici difficoltà della condizione abitativa" afferma Grasselli.

Per l'istruzione "tra gli stranieri l’incidenza più elevata riguarda i detentori di un diploma professionale (32%, contro il 20% degli italiani), seguiti da quelli con una licenza media superiore (18%, contro l’11% degli italiani); il 13% degli stranieri dispone infine di un diploma universitario (di contro a un valore pressoché nullo per gli italiani). Gli italiani poveri risultano non solo più vecchi e più soli, ma anche meno istruiti degli stranieri poveri; in generale, il basso livello di scolarizzazione ci rimanda al fenomeno della povertà educativa, collegata all’abbandono precoce del percorso scolastico".

Tra gli stranieri la percentuale di disoccupati (67%) è molto più elevata che tra gli italiani (54%), e mostra una forte prevalenza di femmine, invece che di maschi, come nel caso degli italiani; l’incidenza dei pensionati è inoltre irrilevante (4%), mentre è cospicua tra gli italiani (22%).

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Tra le famiglie di stranieri regolari che si sono recate al Centro di ascolto diocesano nell’ultimo anno ci sono anche 49 albanesi (la quarta nazionalità più numerosa dopo Marocco, Equador e Nigeria), a cui la Caritas perugina non fa mancare la sua vicinanza materiale e spirituale a seguito del terremoto che ha colpito il loro Paese. A questa emergenza umanitaria la Caritas diocesana dedicherà l’“Avvento di Fraternità 2019” con una raccolta di offerte nelle parrocchie da destinare agli interventi messi in campo dalla rete Caritas a sostegno delle popolazioni terremotate d’Albania.

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