Post terremoto, 142 milioni di euro dal Mise a sostegno delle imprese del cratere. Chi ne ha diritto

Soddisfatta Cna: "Le nuove regole hanno superato ingiustificabili penalizzazioni per alcune realtà"

Nuovo sostegno alle imprese del territorio colpito dal sisma del 2016. In arrivo, infatti, 142milioni di euro per le imprese dell’area del cratere del sisma. 

Il ministero dello Sviluppo Economico, infatti, ha messo a disposizione il plafond per un bando al quale potranno accedere, anche per il 2019 e il 2020, le imprese del territorio interessato, anche quelle di nuova costituzione, fatta eccezione per le realtà che operano nei settori edilizia impiantistica (settore F codice Ateco 2007, ndr).

Nella prima ipotesi del Governo contenuta nella legge di bilancio 2019, solo le imprese che, all’epoca del bando per le annualità 2017 e 2018, avevano impropriamente richiesto contributi eccedenti il proprio fabbisogno, avrebbero potuto utilizzare le cifre residue nel secondo biennio. "Stando così le cose, però, - sottolinea Cna - sarebbero state escluse tutte quelle imprese che, invece, avevano correttamente richiesto gli importi calcolandoli secondo il modello matematico previsto dal bando".

“Anche grazie all’intervento di Cna – ha affermato Renato Cesca, presidente regionale dell’associazione -, che ha subito evidenziato al Mise l’inammissibile penalizzazione verso imprese la cui unica colpa era stata quella di essersi attenute allo schema per il calcolo delle cifre fornito dal ministero, si è corsi ai ripari. È stato quindi emanato un bando dedicato anche a loro e alle neo imprese costituite dopo il 31 dicembre 2017 o che nasceranno entro la fine del 2019 all’interno dell’area della Zfu”.

In questo modo, spiega l'associazione di categoria, sia coloro che avevano esaurito tutte le risorse, sia chi aveva residui da utilizzare o, anche, le nuove imprese, potranno accedere al nuovo plafond di 142 milioni di euro. Le domande potranno essere presentate entro le ore 12,00 del 18 luglio prossimo.

“Siamo ovviamente soddisfatti – ha aggiunto Cesca -, ma ora l’emergenza resta quella di avviare velocemente la ricostruzione”.

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