INVIATO CITTADINO Con la liberalizzazione delle licenze è stato penalizzano il commercio alla Pesa e dintorni

Continua il dibattito sul futuro del centro, sulle attività commerciali, sulle licenze e sulla qualità dei prodotti... pensando a ciò che è stato. Il nostro inviato cittadino Sandro Allegrini ha fatto il punto su Porta Pesa

Continua il dibattito sul futuro del centro, sulle attività commerciali, sulle licenze e sulla qualità dei prodotti... pensando a ciò che è stato. Il nostro inviato cittadino Sandro Allegrini ha fatto il punto su Porta Pesa.

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Mannaggia Bersani e le sue lenzuolate. Perché? Perché spesso, con la liberalizzazione delle licenze, si sono create situazioni difficili che, anziché agevolare, penalizzano il commercio e portano alla chiusura. “Quattro esercizi nello spazio di poche centinaia di metri quadri sono un’esagerazione”, dice il titolare di uno dei quattro bar dello slargo della Pesa. C’era una volta Cocciolino, bar tabacchi già attivo alla fine degli anni Cinquanta. Se non bastassero le foto, c’è l’Inviato Cittadino che, avendoci comprato il gelato da bambino, lo ricorda alla perfezione. Quel gelato lo offriva Bruno Orfei, grande artista, a noi ragazzini che limavamo le sbavature di fusione dalle statuine in bronzo.

Proprio sotto l’Arco dei Tei, o della Pesa, il bar c’è sempre ma ha cambiato nome: oggi è “Uno+Uno”, gestito da un simpatico romano. Il quale esercita l’umorismo come strumento di attrattività: mette cartelli spiritosi e creativi, fa lo sconto della metà su paste e cornetti dopo le cinque del pomeriggio. Impossibile non ricordare l’altro storico bar, a fianco e in fondo a via dei Ciechi. Oggi è in mano ai cinesi e si chiama Bar Porta Pesa. Porta il logo Perugina, anche se gli attuali titolari ne ignorano l’illustre passato. Quando, a due passi, il barbiere perugino Camuso garantiva il pieno di clienti.

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Allo slargo – anche a non voler considerare la pizzeria – è stata aperta “Pasticceria 2000”. Poi, subito dopo, all’inizio di via Brunamonti (davanti alla scuola primaria Ciabatti) il Lupi Caffè. Tutti offrono prodotti di qualità ma… sono troppi. Insomma: si può pensare che ci sia spazio per tutti? Ma a chi spetta la primazia? Qui non si tratta di vantare quarti di nobiltà o ascendenti più o meno blasonati: mettersi in concorrenza così stretta non può che far male. A tutti.

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