INVIATO CITTADINO Ponte San Giovanni, ex Fcu: la protesta dei residenti

Si riuscirà a trovare una soluzione che renda l’aria respirabile, il rumore sopportabile, il clima vivibile?

Scaldate i diesel sul binario morto, altrimenti moriamo noi, protestano e gridano ad una voce i ponteggiani.

Continua la storia infinita della diatriba tra residenti di Ponte San Giovanni e le ferrovie, per via dell’inquinamento acustico e ambientale.

Gino Goti, a nome dei residenti, torna a sollevare la questione dei locomotori diesel, in servizio nella tratta Ponte San Giovanni-Città di Castello.

Chiarita la necessità di accendere i diesel circa 40 minuti prima della partenza (per la ricarica dell’impianto frenante), era dato per scontato il disagio dell’accensione sotto la pensilina tra il 4° e il 5° binario. I problemi erano tutti a carico dei residenti delle abitazioni a ridosso di quella zona dei binari.

In cerca di una soluzione diversa, si è arrivati al punto di spostare il tratto del riscaldamento proprio molto vicino ad altri palazzi di Via Primavera, che corre parallela ai binari nella parte più bassa della collina di Pieve di Campo.

Con la conseguenza che il rumore e il pericoloso odore del diesel disturbano più direttamente alti residenti.

Avevano proposto i ponteggiani: utilizzate il tratto di un binario “morto” sul lato destro guardando dalla stazione, proprio sotto un terrapieno alberato e senza abitazioni.

Ma non era la quadratura del cerchio. La risposta dei responsabili delle ferrovie è stata: lì non va bene perché, senza il marciapiede, sarebbe complicato per il macchinista…salire sulla motrice.

Roba da ridere e… conclusione amara. Il problema, già segnalato e verificato dall’ARPA, è ancora lontano dall’essere risolto. Anzi: pare destinato a incancrenirsi.

Il disagio è solo “spostato”. Dice Goti: “Le lamentele si sono spostate di qualche decina di metri”.

E coi pullman sostituivi, come la mettiamo? Senza considerare i problemi che creano i numerosi autobus in sostituzione delle corse dei treni: transitano, ininterrottamente, in via Manzoni e in via Bixio con le prevedibili conseguenze.

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Si riuscirà a trovare una soluzione che renda l’aria respirabile, il rumore sopportabile, il clima vivibile? I ponteggiani sono decisamente orientati al no.

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