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I mesi difficili del Coronavirus in servizio a Capanne, il ringraziamento del Comune alla Polizia penitenziaria

Il sindaco Romizi e l'assessore Merli: "Un lavoro nascosto, quotidiano, ma svolto con onore, dignità e compostezza"

Un riconoscimento per la Polizia penitenziaria da parte del sindaco Andrea Romizi e dell’assessore alla protezione civile Luca Merli in rappresentanza dell'amministrazione comunale. Alla cerimonia ha preso parte anche il nuovo prefetto Armando Gradone.

Nel consegnare il riconoscimento (fermacarte, pergamena e baiocco), alla direttrice del carcere Bernardina di Mario ed al comandante e vice comandante della polizia penitenziaria Fulvio Brillo e Concetta Meglio, agli operatori del servizio di sanità penitenziaria Fausto Moschini e Simona Castoldi, l’assessore Luca Merli ha sottolineato "che in questi mesi tutti abbiamo passato un periodo veramente disorientante. Per il modo egregio in cui è stata gestita l’emergenza covid nel carcere ritengo che tutto il personale della polizia penitenziaria si sia messo in luce in modo particolare, lavorando in modo impeccabile con senso di responsabilità e della comunità".

Ad aggiungere ulteriori ringraziamenti a tutto il personale del carcere è stato il sindaco Andrea Romizi. "Voi siete tra coloro che, in questa fase, avete affrontato grandi complessità; ciò è stato fatto con assoluta capacità riuscendo a gestire forti tensioni con buon senso e responsabilità".

Commossa per le parole espresse dal Prefetto e per il riconoscimento ricevuto si è detta la direttrice del carcere Bernardina di Mario che, nel corso del suo intervento, ha voluto esprime tutta la sua gratitudine per la Polizia penitenziaria chiamata, nel periodo del Covid, a svolgere un lavoro ancora più difficile del solito.

Alla cerimonia ha partecipato anche il senatore Simone Pillon che ha espresso "l'auspicio è che presto possano esser risolti i consistenti problemi che affliggono il sistema carcerario italiano, cominciando dal soverchiante numero di detenuti stranieri, pari a oltre il 70% dei reclusi, e alla consistente presenza di soggetti con patologie psichiatriche dopo la forzata chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari".

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