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Coronavirus: il Bilancio sociale di Polis, per dare conto e valore al lavoro e per imparare anche dagli errori

Il presidente Piombaroli: “In questo anno vorrei ricordare il dolore per i nostri cari che non ci sono più, i nostri anziani ospiti, alcuni cari amici”

“La grave crisi pandemica ha generato gravi ripercussioni umane, organizzative ed economiche, ma Polis ha operato per il benessere delle comunità spaesate dagli effetti della pandemia puntando sulle parole chiave che corrispondono ad altrettanti valori: appartenenza, coinvolgimento, innovazione, passione, resilienza, volontà. Se oggi è diventato obbligo il Bilancio Sociale, Polis da vent'anni lo stava proponendo e comunicando per dare conto e valore al nostro lavoro e per trasparenza sul nostro operato e perché no... per imparare anche dagli errori”. Gianfranco Piombaroli, presidente di Polis cooperativa sociale, ha presentato il bilancio sociale 2020 e lanciato la nuova sfida di progettazione di un sistema welfare mix pubblico/privato denominato “Polis 2030”, cioè la rotta che la cooperativa seguirà nella strategia e conseguente riorganizzazione per i prossimi 10 anni.

La metodologia di lavoro di Polis, pone al centro i reali bisogni delle persone in carico, così come si presentano nei diversi momenti della loro vita, coinvolgendo tutta la sfera dell'identità di una persona e “curando” ogni aspetto dell’io. I principi ispiratori della gestione di Polis sono la gestione per obiettivi-progetti, il lavoro di équipe, l’approccio olistico con l’utente considerato nella sua globalità, la valorizzazione delle risorse umane, la valutazione partecipata con le famiglie, mantenendo un equilibrio economico.

“Le linee di azione che hanno guidato Polis nel predisporre ed attuare i propri piani strategici ed operativi partono sempre dall'analisi dei bisogni e dalla criticità ai cambiamenti del sistema Italia e del welfare – prosegue Piombaroli - cercando sempre di cogliere istanze ed opportunità delle comunità dove operiamo, per creare risposte e benessere per le persone attraverso il lavoro umano e professionale dei soci”.

Oltre al perseguimento della finalità ed utilità pubblica e l’incremento del livello di benessere collettivo delle comunità e per dare valore economico e professionale ai soci, Polis in questo ultimo periodo ha lavorato per rafforzare la governance in forma multi stakeholder, sviluppando politiche sanitarie, sociali ed educative, con l’obiettivo di realizzare il cosiddetto secondo welfare calato nelle esigenze e risorse dei territori, anticipando o quantomeno favorendo l'emersione della domanda e cogliendo i bisogni delle persone. “La grande sfida di Polis è stata quella di aver favorito la costruzione, accanto ai servizi istituzionali, di alleanze che hanno favorito azioni di coprogrammazione e coprogettazione di servizi innovativi di qualità, con soggetti istituzionali locali, con il Terzo Settore – ricorda Piombaroli - con particolare attenzione e apertura alle proposte dei cittadini, per un loro effettivo e fattivo coinvolgimento, creando ‘resilienze’ e risorse aggiuntive, facendo rete con quanto ogni territorio poteva offrire”.

Il valore complessivo dei contratti attivi risulta essere così suddiviso: in Umbria 12 milioni di euro, in Toscana 1,2 milioni di euro, in Abruzzo 8,5 milioni di euro, in Puglia 0,7 milioni di euro, in Sardegna 9,2 milioni euro e nelle Marche 0,4 milioni di euro, operando in forma diretta o tramite le articolazioni consortili. Polis ha 1.194 soci lavoratori (965 femmine e 229 maschi) che operano nei settori degli anziani, disabili, salute mentale, infanzia e minori, con un fatturato di 32.098.177 euro (-1.980.618 euro rispetto al 2019), un attivo patrimoniale di 33.250.368 euro e un patrimonio di 6.023.360 euro.

Polis ha garantito servizi per 520 utenti negli asili e servizi per l’infanzia; a 399 utenti per anziani e adulti fragili autosufficienti e non, minori e adulti disabili e minori segnalati dai servizi sociali; 1.141 anziani e adulti fragili autosufficienti e non con interventi voli a favorire la permanenza domiciliare; servizi residenziali per 969 utenti e semiresidenziali per 524; attività di segretariato sociale per 56 utenti; per 15 utenti ha garantito servizi sanitari e seguito 481 studenti disabili di ogni ordine e grado; ha svolto servizi sul territorio per 3.036 utenti. nell’ultimo anno ha registrato 311 assunzioni e 326 tra dimissioni, licenziamenti e pensionamenti. Sono state 4.475 le ore di formazione professionale erogate e il 54% degli infortuni lavorativi ha riguardato l’infezione da Covid-19. I progetti e le iniziative messe in atto nei diversi territori sono molteplici, anche se nel 2020 sono state ridotte a causa della SARS COV-2, e sono state implementate attività “a distanza”.

“Sentiamo di voler condividere il dolore che il 2020 ci ha fatto provare per i nostri cari che non ci sono più, i nostri anziani ospiti, alcuni cari amici di Polis, che hanno perso la battaglia contro il Covid-19 – dice ancora Piombaroli - vogliamo condividere la paura di recarsi ogni mattino al lavoro con la certificazione compilata, il ritorno a casa con il coprifuoco, la sanificazione di ogni dove, le registrazioni, le autocertificazioni, l’alternanza, la FIS, il lockdown, i DPCM, i protocolli-covid, le quarantene, i tamponi, la carenza dei DPI e la perdita del 40% del personale sanitario assunto dalle Aziende sanitarie, i mancati riconoscimenti dei costi Covid per la messa in sicurezza dei servizi, i progetti stravolti, gli utenti sospesi, le ore lavoro sospese, le lotte per i vaccini, la guerra contro la diffusione del virus ed il virus che ha sovrastato il nostro lavoro”. Lo spirito di Polis, però, ha prevalso, evidenziando “l’attaccamento a quanto ogni giorno facciamo, la portanza del nostro lavoro e l’efficacia di mille nostri sforzi messi in campo ogni giorno nelle nostre attività – conclude Piombaroli - abbiamo riscoperto la tenacia delle persone responsabili che lavorano in Polis e i collaboratori tutti, che non hanno mai lasciato la presa, sopra le forze, con la volontà di sostenere le persone a noi tutte affidate. Siamo il perno del sistema di welfare oggi e domani, sicuramente sempre scarsamente riconosciuti dal sistema pubblico, ma altrettanto sicuramente riconosciuti da utenti, familiari e cittadini. Questa è la nostra forza, crediamoci sempre”.

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