INVIATO CITTADINO Pilomat antiterrorismo in corso Vannucci, i lavori riprendono

Il cantiere è impegnato nel riposizionamento delle lastre lapidee della pavimentazione. L’ultimazione del lavoro comporta l’installazione di altri due pilomat fissi, in prossimità di Palazzo Donini

Fervono, in corso Vannucci, i lavori per il completamento della messa in opera dei pilomat antiterrorismo.

Come da noi preannunciato, l’ultimazione del lavoro comporta l’installazione di altri due pilomat fissi, in prossimità di Palazzo Donini. Ma, prima di procedere al nuovo scavo, è da concludere quanto avviato. Dunque, il cantiere è impegnato nel riposizionamento delle lastre lapidee della pavimentazione. Alcune si erano rotte nel corso della rimozione e verranno sostituite da altre, opportunamente rifatte. Ma l’attenzione è massima, anche sotto il profilo estetico. Tanto che, per evitare disomogeneità di colore, si disporranno le vecchie e le nuove a macchia di leopardo, in modo da camuffare eventuali differenze che balzerebbero all’occhio con qualche stonatura. È un lavoro di grande attenzione che, prevedibilmente, richiederà un allungamento dei tempi.

Lode alla cura spesa da maestranze e responsabili del Comune per effettuare un lavoro a regola d’arte. Tra essi, un ringraziamento particolare all’architetto Tommaso Bussani, il cui operato avemmo già modo di apprezzare e sostenere nel complesso lavoro di rifacimento delle scalette del Carmine, con sottoservizi e situazioni logistiche particolarmente complessi. Ma il risultato fu ineccepibile, sia sul piano estetico che sotto il profilo funzionale. Non ultima scelta azzeccata, l’installazione del corrimano centrale che conferisce sicurezza e affidabilità.

Completato, dunque, il posizionamento delle lastre, si riapriranno il passaggio dei pedoni e la circolazione dei veicoli nelle ore consentite.

Una nota sulla complessità delle operazioni. Nella fase iniziale, c’era stata la necessità di individuare il punto dello “strappo”, tenendo conto dei sottoservizi e della presenza di impedimenti da non sottovalutare. Compresa una camera sotterranea che ha imposto la retrocessione del punto di scavo. Quindi variazioni, discussioni, trattative fra enti. Poi l’ulteriore imprevisto di aver intercettato una canalina con tegole antiche, che sono state tutelate e lasciate in loco. Insomma: tante le difficoltà, che il pubblico non può nemmeno immaginare. Se si sapessero tutte, le critiche sarebbero di certo più benevole… o meno maligne.

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