INVIATO CITTADINO Piazza Grimana, tutto fermo: l'idea per l'edicola

La nuova sistemazione di piazza Grimana e del campetto come l’Araba fenice. E quell’edicola da rimuovere sì… ma forse no

La nuova sistemazione di piazza Grimana e del campetto, data sempre per imminente, è come l’Araba fenice (“che ci sia ciascun lo dice, ove stia nessun lo sa”, per dirla col Metastasio). E quell’edicola da rimuovere sì… ma forse no.

Se ne parla ormai da anni, ma la valorizzazione del campetto che precede la zona basket rimane di là da venire. Era stato promesso un impegno per la potatura drastica e l’abbattimento di alcuni lecci cresciuti a dismisura e impattanti per la stessa vista della cinta muraria etrusca. Pietro Porcinai l’aveva progettata, quella vegetazione, per rimanere bassa, a formare siepi e divisori, ma la crescita incontrollata ne ha mutato la fisionomia. Se ne parla tanto, ma niente è ancora accaduto.

Analogo ritardo sull’abolizione del parcheggio: un autentico delirio, a tutte le ore del giorno e della notte, con veicoli che assediano gli ultimi residenti.

Quell’edicola, imbrattata e accerchiata dalle auto, doveva essere rimossa. Ma è ancora lì, col brand di un giornale locale morto e defunto.

Che fare? Ma ecco emergere una proposta dalla mente fervida dell’architetto urbanista Mauro Monella, peraltro storico residente del Borgo d’oro, e attivo anche come studio.

Dice: “Non vedo perché non si possa riutilizzarla, magari riqualificandone aspetto e funzioni”.

Peraltro, la posizione in prossimità dell’Arco Etrusco e dell’Università per Stranieri ne fanno un ottimo Info point, a disposizione di turisti e studenti. Vi si potrebbero vendere giornali e riviste stranieri e distribuire materiale informativo sulle eccellenze storico-monumentali della città, su musei e luoghi d’arte da visitare. Per non parlare dell’esazione di bollette e servizi. Un punto di presidio culturale e luogo d’incontro e di scambio.

C’è da aggiungere che le buone frequentazioni finirebbero per sconfiggere le male presenze di tipacci e spacciatori.

“Togliere le auto, posizionare panchine e strutture accoglienti, realizzare un’idonea illuminazione sarebbero alternative semplicemente praticabili”.

Quell’edicola, quando venne installata, era un prototipo di modernità: aria condizionata, bagno interno, struttura solida e aspetto gradevole. A renderla desueta e degradata ci ha pensato lo stato di abbandono.

“Ma anche altre funzioni aggiuntive potrebbero qualificare quel box”, dice Monella. “Penso a un punto di navigazione web, a un maxischermo con facebook e altro”.

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Insomma: più che gettare via, riqualificare, vivificare, individuare altre funzioni. Quell’edicola, forse, non è proprio da buttare.

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