Giovedì, 13 Maggio 2021
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INVIATO CITTADINO Pian di Massiano, raso al suolo il bosco di pioppi

Quegli alberi, per mezzo secolo, hanno costituito un polmone verde a disposizione della città

I pioppi prima del taglio

Rasa al suolo la pioppeta al Pian di Masiano. Quegli alberi, per mezzo secolo, hanno costituito un polmone verde a disposizione della città.

Numerosi e diversi i commenti uditi di persona o scambiati nei social.

C’è chi esulta perché sarebbe stata tolta di mezzo una fonte di grave disagio per gli allergici. Circostanza sulla quale c’è chi esprime (Rino Fruttini) più di un dubbio. “Ma allora – si obietta – perché non abbattere il terribile cipresso arizonica che, specie quando cresce oltre misura, spande miliardi di pollini, quelli sì, certamente fonte di vigorose allergie?”.

Leggiamo, peraltro, che il pioppo non solo non fa male, ma sarebbe in grado di assorbire sostanze inquinanti.

Insomma, la polemica infuria.

La giustificazione di chi ha compiuto il (mis)fatto è che l’operazione sia stata effettuata col supporto delle previste autorizzazioni. E ci mancherebbe.

La “excusatio non petita”, e tutta da verificare, è che quelle piante (principalmente pioppi, ma anche qualche altra essenza) sarebbero state affette da malanni che ne minavano la salute e la conseguente sicurezza.

Se si deve credere all’aspetto, quelle piante, vigorose e verdeggianti, sembravano tutto meno che malate. Ma si sa: l’economia ha le sue leggi e il pioppo, generoso di cellulosa, è molto richiesto dalle cartiere, disposte a pagarlo a caro prezzo.

Non manca, infine, chi butta lì il sospetto che al posto del boschetto potrebbe sorgere qualche ecomostro. Cemento? No, grazie. C’è chi dice “a pensar male si fa peccato, ma s’indovina quasi sempre”.

Insomma, quel boschetto tra via Cortonese e viale Centova, visibile (e apprezzabile) da quanti si recavano allo stadio Curi o al Centro Congressi Capitini, è ormai divenuto tabula rasa. Alla faccia dei sacrosanti principii dei cambiamenti climatici e della salvaguardia del pianeta, di Perugia “capitale del verde” e delle aiuole sponsorizzate. Così vanno le cose. Detto con rabbia, più che con rassegnazione.

Una massa di tronchi è pronta per il trasloco. E il nostro panorama, apparentemente più vasto, è semplicemente immiserito. Già, perché – com’è noto – le piante “impicciano”.

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