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Giovedì, 19 Maggio 2022
Attualità Corciano

INVIATO CITTADINO Peter Brook, ancora una volta a Solomeo, propone un ‘tempestoso’ Shakespeare

Una prima assoluta per l’Italia. Un adattamento dal nome laboratoriale “Tempest project”

Peter Brook, ancora una volta a Solomeo, propone un ‘tempestoso’ Shakespeare, persuaso cantore di libertà. Una prima assoluta per l’Italia. Un adattamento dal nome laboratoriale “Tempest project”.

Con la complicità (per trasposizione e regia) di Marie-Hélène Estienne che lavora con lui da oltre mezzo secolo.

Lo fa rilevare Brunello Cucinelli – salito sul palcoscenico – dopo la telefonata con l’amico Peter il quale, a spettacolo appena concluso, aspira a conoscere le reazioni del pubblico. Che, per parte sua, si esprime con un applauso convinto. A conferma del completo assenso all’ardita operazione dell’ultranovantenne regista britannico, animato da un’incolmabile ansia di sperimentazione. E mai pago dei livelli e del prestigio raggiunti. Se è vero che sente l’urgenza di riproporre spunti del Bardo Immortale in chiave di rielaborazione ideologica e ideale. Ancora una volta, in modo non conformistico.

Il tema della libertà domina quale suprema istanza dell’umano. E accomuna personaggi diversi sotto l’appello di un comune sentire.

Ad assecondare l’operazione, un manipolo di attori di diverse nazionalità: Alex Lawther, Sylvain Levitte, Paula Luna, i gemelli Fabio e Luca Maniglio, Ery Nzaramba.

Lo spettacolo – come di consueto – non si avvale di scenografie. Se si eccettuano un bastone, dei ceppi, delle canne. Né di costumi, ridotti a qualche sciarpa e un paio di palandrane. Tutto in un clima volutamente pauperistico e dichiaratamente irrituale.

"Stare insieme è solo quello che conferisce legittimità e ragion d’essere a questa cosa che chiamiamo teatro", ammette questo Prospero… che è Peter Brook.

È tutto qui il succo dell’operazione che associa rilettura e riscrittura, digestione e rielaborazione, sinossi e parabola, rispetto del testo e individuazione dei suoi significati universali.

La qualità della proposta discende tutta da prestazioni registiche e attoriali che affidano alla nuda parola e all’essenzialità del gesto il portato di valori assoluti. Stasera si replica.

PS. Lo spettacolo è recitato in francese. Comodi sopratitoli. Ma, francamente, non se ne avverte il bisogno.

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