Venerdì, 19 Luglio 2024
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LETTI PER VOI 23 pestilenze in 5 secoli a Perugia

Quando il covid non c’era e le malattie si definivano ‘attaccaticce’

23 “pestilenze” in 5 secoli a Perugia. Quando il covid non c’era e le malattie epidemiche si definivano ‘attaccaticce’.

Sugli scaffali una riedizione in collezione da bibliofilo. Se ne è occupato Stefano Laureti, medico endocrinologo e docente dello Studium perusinum. Con la passione per la storia della medicina e per le vicende sociali della Vetusta.

Tre bajocchi per un capolavoro di storia, scienza e antropologia. In un dotto Appunto preliminare, tocca ad Antonio Seccia, storico della stampa, esplicitare il progetto grafico (che segue l’originale dell’editore Baduel), spiegando la ratio della riedizione, gli indici e quant’altro contribuisce alla piena fruibilità, per il lettore odierno, di questo prezioso volume di Cesare Massari (1784-1857) “Saggio storico-medico sulle pestilenze di Perugia… e sul governo sanitario di esse dal secolo XIV fino ai giorni nostri”, uscito nel 1838 con tutti gli imprimatur previsti, al prezzo di tre bajocchi.

In passato le epidemie si definivano “pestilenza, peste, epidemia, contagio, contagione, morìa” a inquadrare peste, tifo, colera, lebbra, sifilide, vaiolo o altro.

A far capo dalla Guerra del Peloponneso fino ad oggi - si sostiene - si contano oltre 100 eventi pandemici dei quali siamo a conoscenza. Angoscia, timori, preoccupazioni erano gli stessi di quelli attuali.

Ci si era illusi che, col progredire della scienza, certe situazioni non avrebbero potuto ripresentarsi. Ma così non è stato.

Il saggio è ad alta fruibilità. Strutturato in capitoli, secolo per secolo, con cenni storici, fonti, cronache, riflessioni e… rimedi. Un bagaglio straordinario di informazioni da prendere e mettere da parte. Per chi voglia avere un quadro storico di singolare completezza.

In appendice un ricco corredo di interessati documenti… con preziose indicazioni.

Gli Statuti perugini in pergamena del 1342 fanno divieto di gettare immondezze su pozzi e cisterne. Né introdurre “cialtroni, zingari, vagabondi, mendicanti, meretrici ed altri”. Come Bandi sulla pubblica igiene, in latino e in italiano. E poi Inni, anche musicali come quello “Alle glorie di San Rocco, posto in musica dal cavaliere Giuseppe Rossi Buonaccorsi”. Fino all’interessante Voto Sanitario per l’ubicazione del Campo Santo cittadino.

Laureti spiega provvedimenti adottati nel corso della Spagnola (1918-1920) con accorgimenti quali isolamento, quarantena/contumacia e osservanza di regole riguardanti l’igiene personale. Con le taverne tenute al registro giornaliero degli avventori, l’istituzione di organismi politici e amministrativi straordinari, la nomina di consulenti di chiara fama.

Fra i consulenti illustrissimi, pure Gentile da Foligno, chiamato alla carica di Lettore di Medicina della nuova Università. Anche se lui stesso sarebbe morto di peste, proprio nel 1348. Avendo scelto di rimanere in prima linea fra i malati e i moribondi, finendo col contrarre egli stesso la malattia che, nel giro di pochi giorni, lo uccise.

Apprendiamo della nomina di medici “ad pestem” e dell’indecisione fra “lasciare che l’epidemia facesse il suo corso”, secondo natura, o attuare misure di contenimento all’espansione del morbo.

Ci si pose più volte anche il problema economico, cercando di conciliare le due esigenze. Cosa che in parte è avvenuta ancor oggi col covid, in Europa, in America, come in Cina.

Dalla lettura si apprendono molte nozioni su usi e costumi dei cittadini e degli abitanti del contado, oltre ad acquisire conoscenze sui luoghi di cura.

Per chi scrive, è stata una vera scoperta… e lo sarà per tutti i lettori. Tanto che mi sono messo a prendere appunti per conservare notizie dalla lettura di questo saggio che consiglio a quanti siano interessati a conoscere meglio la storia cittadina. E credo che sarebbe interessante metterne a parte i perugini con una presentazione adeguata. Per la quale mi candido fin d’ora.

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