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Sabato, 22 Gennaio 2022
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Peste suina africana, caso in Piemonte in una carcassa di cinghiale

L'Istituto Zooprofilattico dell'Umbria: "Non si trasmette all'uomo. Il virus infetta solo i suidi, domestici e selvatici, con un elevato tasso di mortalità"

Il Centro di Referenza Nazionale Pesti Suine dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Umbria e Marche "ha confermato la positività alla Peste suina africana in un cinghiale ritrovato morto nel comune di Ovada (Alessandria) e sottoposto ai test richiesti dal Piano Nazionale di Sorveglianza Passiva". L'Italia continentale, spiega un post dell'Istituto, "si unisce a tutti quei paesi europei che sono già stati coinvolti nell'attuale ondata epidemica della malattia".

La Peste Suina Africana, spiega lo Zooprofilattico, "non si trasmette all'uomo. Il virus infetta solo i suidi, domestici e selvatici, con un elevato tasso di mortalità. Inoltre, la presenza della malattia comporta ingentissimi danni economici a carico del settore zootecnico coinvolto, con notevoli limitazioni di carattere commerciale".

Poi l'appello alla popolazione: "Chiunque rinvenga una carcassa di cinghiale, è tenuto a contattare i Servizi Veterinari del territorio, che preleveranno campioni da sottoporre ai test diagnostici e provvederanno allo smaltimento in sicurezza".

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