rotate-mobile
Venerdì, 24 Maggio 2024
Attualità

PERUGINERIE. Cittadini, non c’è più una lira… di debito. Annunciò il Comune nel 1234

Perugini, non c’è più una lira… di debito. Lo annunciò il Comune nell’Anno Domini 1234. La Petra Iustitie (senza dittongo finale del latino classico) lo ricorda a chi la osserva sotto le Logge di Braccio.

All’esterno in copia. Ma quella che lì si vede è una copia realizzata dal formatore Roberto Cappelletti nel 1981.

Riporta un testo latino, vergato in eleganti caratteri gotici. Il manufatto è composto di due elementi: una lunetta superiore e una lastra rettangolare posizionata in verticale.

L’originale è stato finalmente restaurato (grazie all’Art Bonus) e fa bella mostra di sé nell’Aula del Malconsiglio. Nel primo pomeriggio di ieri ne è stato presentato il formidabile restauro. Con tutte le delucidazioni del caso. Il paramento lapideo era annerito e offuscato da nerofumo e da polveri sedimentate nei secoli.

Un reperto di pregio. Carla Mancini che ha effettuato il restauro ha sottolineato: “L’opera annerita dai fumi, probabilmente perché, in tempi passati, vicina a lampade ad olio”. Precisando che “Il restauro ha permesso di mettere in luce la preziosità del marmo romano dove sono state rinvenute tracce di doratura all’interno delle lettere incise”.

La storia scritta sulla pietra ci rammenta situazioni e scelte inconfutabili. La lastra proviene come materiale di riuso da un monumento dei Flavi ed è stata incisa nella faccia posteriore.

Le Logge (dette di Fioravante Fioravanti, architetto bolognese) furono edificate nel 1423, per tenere pubbliche adunanze al riparo dagli elementi. Ma c’è chi dice che ci fosse anche una valenza mercatara. Cosa che di certo non corrisponde al vero, vista la presenza del basamento dell’antico campanile e le spoglie di Ercolano. Insomma: commerciare lì sotto avrebbe suonato come sacrilegio. Sebbene… l’aviditas perusina!

Il contenuto dell’iscrizione dice due cose.

Bilancio in pareggio. Innanzi tutto il fatto che il debito pubblico era stato estinto. Motivo, questo, di legittima soddisfazione. Da iscrivere in lettere profondamente incise nella pietra.

Equità fiscale. Ma c’è una seconda notizia, certamente significativa. Ossia l’innovazione di carattere tributario, tendente all’equità. Non più una tassazione “per capita”, cioè “a testa/per ogni soggetto”. Ma “per libram”, ossia in rapporto ai beni posseduti da ciascuno. Quello che oggi si direbbe “progressività”. O anche “Imposizione su base patrimoniale”. Ben otto secoli fa. Senza tentazioni di flat tax.

È bello che questo racconto di/sulla pietra sia integro, leggibile, sotto gli occhi di cittadini, consiglieri, assessori. A ricordarci che ci fu un tempo in cui si faceva il passo secondo la gamba. Che è sempre principio encomiabile.

Restauro della Pietra della giustizia


 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

PERUGINERIE. Cittadini, non c’è più una lira… di debito. Annunciò il Comune nel 1234

PerugiaToday è in caricamento