Martedì, 15 Giugno 2021
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INVIATO CITTADINO Nuova opera d'arte in via della Viola

Via della Viola s’impreziosisce col trittico scultoreo di Adriano, il poeta della creta e della cellulosa

Via della Viola s’impreziosisce col trittico scultoreo (work in progress) di Adriano Massettini, il poeta della creta e della cellulosa.

“Mi hanno chiamato i ragazzi di Fiorivano le Viole e ho riposto al loro invito”. Così replica il mite Adriano all’Inviato Cittadino che lo scoprì e ne rivelò l’attività artistica, iniziata sugli alberi e sui muri che punteggiano e lambiscono viale Zeffirino Faina.

Ormai Adriano è diventato una piccola celebrità: quartieri (ultimamente Monte Grillo) e associazioni ne sollecitano la presenza, discreta e gratuita, per tinteggiare di bellezza e poesia gli scorci urbani meno noti. Come questo, celato sotto le volte di via della Viola, prima dell’intersezione con via Cartolari, poco oltre il portico dell’antico convento di San Fiorenzo, oggi sede di tante associazioni e del cinema Meliès, gestito da Cinegatti.

Qui, poco più avanti del civico 2, lavorano gli artisti Giuman e Tacconi. Nulla osta a che la zona, novella via Margutta o Montmartre perugina, venga abbellita da lavori in bassorilievo.

Massettini ha cominciato, con la semplicità francescana dei suoi umili materiali, naturali come lui, novello Marcello Fonte della civitas perusina.

Due delle tre opere in progetto sono state già realizzate, una è in fase preparatoria. Dietro ogni lavoro c’è filosofia, riflessione, generosità dazionale.

Quella al centro è dedicata alla Luna e alla donna. I cicli lunari evocano quelli femminili, portatori di vita e sensibilità. Il secondo narra la leggenda della donna e del bisonte bianco, una vicenda in cui s’intrecciano epos popolare e archetipi delle civiltà precolombiane.

Il terzo soggetto sarà un cervo: tra le ramificazioni delle sue corna si affaccerà il Sole, metafora di vita e fonte di continuità della specie.

Adriano ne parla con semplicità profonda: raccoglie e offre al passante miti e antiche civiltà che si ripropongono in mutate forme.

Un motivo di consolazione è dato dal fatto che queste opere – diversamente dal solito – non saranno esposte alla pioggia che ne mina la stabilità: le volte annerite dal tempo le proteggeranno. E contribuiranno alla loro conservazione.

Se l’Inviato Cittadino può aggiungere un riferimento personale: qui ha vissuto la sua adolescenza e vedere questo luogo riprendere vita costituisce motivo di forte soddisfazione.

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