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E' morto Benito Sottani: "Chi gli ha voluto bene, passeggiando per Corso Vannucci, rivolga un pensiero e una preghiera”

Padre del procuratore generale di Ancona, tifossisimo del Perugia, dipendente dell'ospedale militare di Santa Giuliana ricordava sempre quel ragazzo di Marsciano che fu poi campione del Mondo nel 1982

È scomparso Benito Sottani. “Chi lo ha conosciuto e gli ha voluto bene, passeggiando per Corso Vannucci, rivolga un pensiero e una preghiera”.  Questa la garbata richiesta dei familiari che hanno voluto dare notizia del decesso a esequie avvenute.

Benito Sottani amava tanto l’acropoli da venirci regolarmente, al mattino, accompagnato da una persona di fiducia. Ricorda il profumiere Alberto Bottini: “Arrivava con la sua utilitaria e si fermava al bar vicino al mio negozio, intrattenendosi a parlare con qualche amico. Era un appuntamento che Sottani difficilmente falliva. La sua figura ci mancherà”.

Scrive Maurizio Verdenelli, perugino e giornalista di vaglia: “Il 'cuore' di Perugia conosceva molto bene Benito Sottani. Alla sua amatissima città e ai suoi simboli, l’ha affidato con questa frase, per un ultimo pubblico saluto, la famiglia”

Quel lirico appello lo hanno indirizzato agli amici e a quanti hanno conosciuto il loro caro, i due figli, Sergio e Roberta, le tre nipoti (Valeria, Viola, Elisa), la moglie Mafalda.

Aggiunge Verdenelli: “Benito, dipendente pubblico presso l’ospedale militare di Santa Giuliana, andava giustamente orgoglioso del figlio Sergio, attuale procuratore generale presso la Corte d'Appello delle Marche, ad Ancona”.

Padre e figlio condividevano, inoltre, la passione per il calcio e per quella  campagna, a Ponte Rio, da cui ottenevano un ottimo olio d’oliva.

Racconta l’avvocato Piero Calzoni che per un periodo svolse l’obbligo militare a Santa Giuliana: “Eravamo vicini di stanza. Benito era tifosissimo del Perugia, che all’epoca giocava al Santa Giuliana. In più di un’occasione abbiamo seguito insieme la partita dalla finestra”.

Riferisce Maurizio: “Nel corso della sua attività all’ospedale militare, Benito aveva avuto modo d’incontrare molti giovani. Tra questi, raccontava, pure un ragazzo di Marsciano (Giancarlo Antognoni, classe 1954), che sarebbe diventato  con la squadra azzurra campione mondiale di calcio nell’82”. Incontri meritevoli di memoria.

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