Giovedì, 29 Luglio 2021
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Perugia, mercatino per non professionisti: un trionfo di socialità al parco dei Rimbocchi

L'Associazione Mirò ha dato vita presso l'area verde del Cva all’idea di Norwena Chiara, perugina con trascorsi lavorativi in Belgio

Al parco cva dei Rimbocchi trionfa il mercatino  scambio-vendo per non professionisti. Un trionfo di socialità. Merito dell’Associazione Mirò che ha dato gambe all’idea propositiva di Norwena Chiara, perugina con trasferta decennale a Bruxelles per motivi di studio e lavoro.

L’abbiamo intervistata al baretto, gestito da Antonio Lusi e sua moglie Monica. 

Da dove ti è venuta l’idea?
“Vivendo in Belgio, dove ho operato come traduttrice, ho notato che iniziative di questo genere sono ordinarie”.

Come si svolgono?
“L’amministrazione locale offre spazi, della dimensione di 3 metri per 3, ai privati non commercianti professionisti, al costo risibile 12 euro”.

Poi?
“Ciascuno conferisce le merci che crede. Può scambiare oggetti o vendere prodotti di ogni genere”.

Quale lo spirito che anima questi mercatini?
“Non certo quello di fare business, ma più che altro si persegue il fine di creare momenti di socialità. Senza considerare il portato etico dell’iniziativa che consente di rispettare l’ambiente, evitando la dispersione di oggetti e beni di consumo. O, nel migliore dei casi, impedendo alla gente di colmare appartamenti, soffitte e cantine di cose desuete, inutili e ingombranti. Col mercatino si possono scambiare oggetti, cederne o acquisirne altri di proprio interesse”.

Qui ai Rimbocchi era stato previsto qualcosa per i bambini?
“Certamente, sotto la pensilina del bar. Ragazzi e bambini hanno esposto giochi, giornaletti e simili con possibilità di scambio 1/1, ossia un oggetto per un oggetto, senza riguardo al supposto valore degli stessi”.

Chiediamo un resoconto ad Antonio Lusi, presidente dell’Associazione Mirò che ha in affidamento responsabile il parco: “Al mattino c’è stata tantissima gente e fervida attività. Meno frequentato il pomeriggio, causa una temperatura di 36° e la partita di calcio della nazionale italiana”.

L’Inviato Cittadino domanda a Norwena (laureata in lingue e letterature francesi e romanze, traduttrice, socia ordinaria A.N.I.T.I, Associazione Nazionale Italiana Traduttori e Interpreti) se l’esperienza sarà ripetuta.
“Pensiamo di darle scansione mensile. Decideremo in quale domenica e ne daremo notizia tramite i social e con volantinaggio”.

Ottima idea, confortata dal successo del numero zero. Un’eccellente occasione per coinvolgere le famiglie e costituire un presidio di socialità responsabile. Perché la riqualificazione di un luogo passa soprattutto attraverso le buone frequentazioni.


 

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