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Il perugino Urciuoli fa 'strike' con una tesi di dottorato internazionale

Massimo dei voti e lode per il giovane studioso, con la discussione che si è svolta in forma virtuale presso l’Università Autonoma di Barcellona

Il giovane studioso perugino Alessandro Urciuoli fa strike con una tesi di dottorato internazionale. Gli indizi evolutivi nascosti nell’orecchio interno, questo è stato il tema della sua tesi onorata dal massimo dei voti e dalla lode.

Ricercatore nel dipartimento di Paleoprimatologia e Paleoantropologia dell’Istituto Catalano di Paleontologia Miquel Crusafont (ICP), Urciuoli ha sviscerato e approfondito il tema riguardante la possibile utilità della morfologia dei canali semicircolari dell’orecchio interno per ricostruire le relazioni filogenetiche tra i primate catarrini. La tesi è stata diretta dal Professor Salvador Moyà-Solà e dal Dottor David M. Alba (ICP). Discussa con un approccio multidisciplinare e multilingue, per via telematica (foto).

Il comitato di tesi ha dunque premiato la ricerca (intitolata “L’evoluzione dei canali semicircolari nei primati antropoidei: implicazioni filogenetiche”) e ha quindi conferito il titolo di Dottore di Ricerca in Biodiversità al giovane perugino. A causa delle restrizioni imposte dalla pandemia, la discussione si è svolta in forma virtuale presso l’Università Autonoma di Barcellona (UAB).

L’argomentazione sostenuta da Alessandro evidenzia come i primati catarrini si siano originati in Africa durante l’Oligocene. In aggiunta ai cercopitecoidei e a gli ominoidei, essi includono svariati gruppi estinti che hanno popolato Africa ed Eurasia durante il Miocene. Le loro relazioni filogenetiche sono tuttora controverse, a causa della frammentarietà del registro fossile, della presenza abbondante di caratteri evolutisi indipendentemente (omoplasia), e della natura a “mosaico” della loro evoluzione. 

L’identificazione di aree anatomiche che non sono particolarmente soggette a fenomeni di omoplasia, come ad esempio i canali semicircolari dell’orecchio interno, è di assoluta importanza per poter ricostruire correttametne la filogenesi delle catarrine fossili. Nella dissertazione si è esplorata l’utilità della morfologia di questi canali per dedurre la storia evolutiva dei primati antropoidei.

Alessandro, per i suoi studi, si è valso della più evoluta tecnologia. Di sicuro affidamento è risultata la scansione dei fossili, attraverso TAC ad altissima risoluzione. Le risultanze della ricerca hanno trovato pubblicazione in tre articoli scientifici e successivamente discussi in modo unitario, in relazione alla letteratura disponibile, delineando inoltre le possibili direzioni verso le quali la ricerca si indirizzerà nel futuro. 

Cos’altro dire, se non augurare allo studioso un percorso meritatamente costellato di successi? Per quanto ci riguarda, è impossibile non ricordare i suoi anni di studio alla scuola Leonardo da Vinci all’Elce. Che oggi può meritatamente vantare un ex allievo di notevoli capacità, messe fruttuosamente al servizio della ricerca. 

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