INVIATO CITTADINO - Italo Lorenzini, custode della Piaggia di San Fortunato, inaugura il suo 'orto del popolo'

Pomodori, zucchine, melanzane e fragole coltivate nel centro di Perugia: "Io coltivo e i frutti li prenderà chi ha bisogno"

Della sua figura e del suo operato ci siamo occupati più volte, mettendo in luce l’operosità del personaggio. Italo Lorenzini risiede in una minuscola abitazione che affaccia su via Bartolo, prima della scalinata di mattoni. Poco sotto casa sua inizia il discesone di via Bartolo, l’ultimo tratto che termina con lo stop fra la chiesa dei Padri Silvestrini (San Fortunato) e la Fonte Tezia, a lato del torrione di sinistra dell’Arco Etrusco.

In quella striscia di terra sottostante la cinta muraria etrusca, Italo ha interrato fiori e pianticelle decorative, tutto a proprie spese. Opportunamente, il Comune, nella persona del sindaco Andrea Romizi, gli ha fatto portare l’acqua fino a quel punto, sia per facilitare le operazioni di innaffiatura, sia per evitargli il pericolo di tirar su un tubo flessibile, esponendosi al rischio di essere investito dai veicoli in discesa. Perché, fra l’altro, Italo si muove con qualche difficoltà, a causa di un incidente sul lavoro accadutogli alcuni anni fa, quando cadde da un ponteggio edile.

INVIATO CITTADINO Benvenuti nel Grottino di Italo: "Un paradiso"

Quest’anno, Italo - non pago del giardino - ha deciso di dare vita a quello che chiama “l’orto del popolo”. Ci ha messo di tutto: pomodori, zucchine, melanzane, fragole… Ha speso di tasca sua la rispettabile somma di oltre 300 euro fra pianticelle e concime. “Ho anche seminato pratino a margherite per il mio Francesco”, dice riferendosi all'amatissimo cagnolino dal nome serafico: Francesco, l’unico cane al mondo capace di leggere l’orologio (come spiegammo già una volta).

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"Perché 'orto del popolo'? Perché io coltivo e i frutti li prenderà chi ha bisogno”. Certo, non è molto. Ma viene in mente l’obolo della vedova evangelica che versa nella cassa del tempio due spiccioli, cioè un quattrino, ossia tutte le sue risorse («In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Poiché tutti hanno dato del loro superfluo. Ella, invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere». Marco, 12, 43). Anche Italo ha poco da offrire in termini di denaro, ma il suo 'molto' è la ricchezza di altruismo e umanità. E vi pare poco?

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