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Giovedì, 19 Maggio 2022
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INVIATO CITTADINO Perugia, sloggiati i cocciai da piazza Danti

Si rompe una tradizione perugina lunga più di due secoli: da sabato prossimo dovranno andare altrove

Sloggiati i cocciai da piazza Danti. Si rompe una tradizione perugina lunga più di due secoli.

La parola d’ordine è “riqualificazione” ed è certamente una buona cosa. Se fatta ‘cum grano salis’. Ma ci si chiede se valesse la pena di cancellare con un  tratto di penna secoli di storia.
Già perché questa è la terza, e finora ultima, sistemazione dei venditori di cocci e ceramiche nell’acropoli perugina.

Iniziarono, nell’Ottocento, in Platea Magna, non ancora ribattezzata piazza IV Novembre, in omaggio alla Vittoria.

Ci fu un’epoca in cui i cocciai, derutesi e non solo, albergarono in piazza Piccinino. Posizioni documentate da foto d’epoca. Fra le quali quelle che la famiglia Bettini tiene su un cartellone storico che qualche volta abbiamo visto appeso al furgone.

Poi, dal dopoguerra, la scelta di impreziosire le scalette della cattedrale coi colori strepitosi delle loro ceramiche.

Ieri è stato l’ultimo giorno di presenza in piazza Danti. Sono stati convocati dall’assessore al Commercio e hanno ricevuto comunicazione (per ora) verbale del divieto. Game over.

E non è la prima volta che le buscano. Un anno fa dovettero sobbarcarsi una multa di mille euro per aver prolungato la sosta di un’ora. Potevano contestare (in realtà c’era stato un ‘qui pro quo’, una mancata risposta da arte del Comune), ma preferirono pagare. Perché i derutesi sono fatti così: gente perbene, rispettosa dell’autorità.

Certamente sabato prossimo dovranno andare altrove. Dove non gliel’hanno ancora detto.

Si ipotizzano location come piazza Italia, nella zona antistante la Banca d’Italia, dove si tiene anche il mercatino dell’ultimo week end del mese.

Ma per ora sono solo ipotesi. Intanto dovranno ricevere comunicazione scritta. Come scritti sono i permessi e le autorizzazioni delle quali dispongono.

Un problema è anche quello della sosta del furgone. Che non deve essere troppo lontano. “Se di un prodotto ho esposto un pezzo, ma me ne chiedono due, vado sul furgone e lo prendo. Ma se il furgone è a Piazza d’Armi, perdo la vendita” dice uno di mercatari.

Certo che a cancellare si fa presto. Con le buone o con le cattive. Il difficile è costruire.
 

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