Venerdì, 17 Settembre 2021
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Oggi 14 settembre, Liberazione di Perugia: quel soldato piemontese, esempio di coraggio e di astuzia

Perugia non dimentica Giovanni Ruggia, capofila dei suoi liberatori: l'Inviato Cittadino ne parla con lo storico Gian Biagio Furiozzi

Oggi 14 settembre. Liberazione di Perugia. Quel soldato piemontese, esempio di coraggio e di astuzia. 
Abbiamo già parlato di Giovanni Ruggia, da Romano Canavese, in occasione della storica ricorrenza 

La storia del primo eroe della liberazione di Perugia dal giogo pontificio

Era venuto a Perugia trentenne, col grado di sergente del 2° Reggimento genio, ed ebbe un ruolo fondamentale per la liberazione della città.

Innanzi tutto, con la prima Compagnia Zappatori ebbe l’ordine di abbattere la porta Santa Margherita, serrata dagli svizzeri. Per aprire la strada alla fanteria, si recò sotto la Porta, armato della sola ascia, sfidando i colpi di artiglieria che provenivano dal giardino pensile soprastante (oggi proprietà della nostra amica Anna Maria Rossini Bondi).

Ruggia praticò un buco nel legno della Porta, vi entrò personalmente e favorì l’ingresso dei commilitoni. Il capitano diciottenne Tancredi Ripa di Meana rimase ucciso proprio in quell’occasione.

In un successivo momento, trovandosi in piazza San Domenico, Giovanni Ruggia fu fatto segno di colpi di fucile. Aggredì con forza il portone di quella caserma, lo sfondò, penetrò all’interno e fece prigionieri oltre cinquanta degli artiglieri papalini.

Per questi atti di valore e sprezzo del pericolo, avendo messo a repentaglio la stessa vita, gli venne conferita la medaglia d’oro al valore, attribuitagli con decreto del 1° ottobre 1860.

Ecco spiegato il contenuto di quella lapide al Manu, posta il 4 giugno 1905.

Ora lo storico Gian Biagio Furiozzi ci rivela un paio di spigolature inedite e, come sempre, interessanti. 

Racconta: “Ruggia, con molto coraggio, riuscì a disinnescare le imponenti e pericolose mine che erano state collocate nei sotterranei della Rocca Paolina”. 

In che modo?

“Lo fece in modo decisamente ingegnoso, cospargendole con il vino contenuto nelle botti, presenti in grande quantità nel forte”.

Insomma, aveva bagnato le mine, in modo che durante il disinnesco non esplodessero? 

“Andò proprio così”.

Compì anche qualche azione molto popolare, vero?

“Si rese ancora più simpatico alla popolazione per aver tolto al generale Schmidt il suo bel cavallo nero, dicendogli in faccia che, in qualità di prigioniero, non ne aveva ormai più diritto”. 

Insomma, uno che andava per le spicce!  Ebbe dunque dei riconoscimenti...

“Come hai già ricordato, il 1° ottobre 1860  gli fu conferita la medaglia d’oro al valor militare”. 

Ci furono anche altri festeggiamenti a noi più vicini?

“Ruggia sarebbe stato festeggiato dai perugini ancora nel 1910, in occasione del 50° anniversario della liberazione della città”. 

E ancora?

“In occasione del 150° dell'Unità d'Italia, si è tenuta una commemorazione in suo nome alla Sala dei Notari, alla presenza di due suoi eredi”.

Insomma: Perugia non dimentica il capofila dei suoi liberatori.

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