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Mercoledì, 29 Giugno 2022
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In Umbria il treno è politicamente knockout. Mentre da Firenze ad Arezzo ce n’è uno ogni 20 minuti. Virtuosi loro…viziosi noi

In Umbria il treno è politicamente knockout. Mentre da Firenze ad Arezzo ce n’è uno ogni 20 minuti. Virtuosi loro…viziosi noi.

Parola di Alessio Trecchiodi, esperto di trasportistica e tenace sostenitore delle rotaie alternative alla gomma.

L’ex colonnello dell’aeronautica esordisce:

“Scorrendo l'orario ferroviario da Firenze ad Arezzo, si può rilevare che in 18 ore di servizio si ha un treno ogni 20 minuti: praticamente una metropolitana regionale”.

Su quali mezzi, nello specifico?

“Ci sono 3 Frecciarossa, 6 Intercity, 17 Regionali Veloci e 28 Regionali per ogni senso di marcia, per un totale di 108 treni. Questa metropolitana, per il numero dei passeggeri coinvolti, è esercitata da normali treni a media e grande capacità”.

Noi umbri non potremmo fare altrettanto?

“Il paradosso umbro sta nel fatto che usiamo lo stesso materiale quando il numero dei passeggeri è basso, mediamente 50/70 passeggeri a convoglio; ciò comporta che la frequenza non può essere elevata, altrimenti i costi sarebbero non sostenibili. Perciò, non essendoci un servizio metropolitano come sulla tratta toscana, i nostri cittadini non sono assolutamente attratti dal sistema treno”.

Puoi fare qualche numero?

“In 17 ore di servizio, da Perugia a Foligno ci sono 23 (coppie) treni, ossia una frequenza di 45 minuti: un assurdo per un servizio che vorrebbe competere con l'automobile”.

Insomma, un disservizio che mette fuori mercato!

“Questo sistema umbro in realtà non offre alcun servizio, bensì è solo funzionale a massacrare soldi pubblici, con l'aggravante che questo inutile sistema è approvato dai sindacati e dalla politica”.

Che fare?

“Per far sì che anche nello scenario umbro il mezzo ferroviario sia accettato e appetibile, occorre, come in Toscana, aumentare la frequenza a 20 minuti. Ma tenendo accettabili i costi di esercizio”.

In che modo?

“Occorre innovare il sistema treno in un servizio più appetibile, ossia utilizzare la tecnologia TramTreno”.

Qualche esempio?

“Se analizziamo la potenzialità della tratta Spoleto-Foligno-Assisi-Perugia (340.000 abitanti) con un servizio TramTreno (prendendo come riferimento scenari europei dove questo sistema è attivo da anni) possiamo tranquillamente ipotizzare che l'utenza sarebbe di almeno 14.000 passeggeri/giorno, un dato del tutto accettabile, che renderebbe sostenibile il nuovo sistema TramTreno alleggerendo di molto il sistema stradale”.

Perché questa proposta non è gradita alla politica locale?

“Questa proposta contrasta con la pseudo giustificazione che RFI e Trenitalia non vogliono il sistema TramTreno. La conseguenza pratica è che l'Umbria paga a Trenitalia un servizio del tutto inutile e non fa nulla per imporre un servizio assolutamente più efficace. Ma il cliente-pagante dovrebbe poter scegliere. O no?”.

Come giustificano il rifiuto?

“Trincerarsi nel dire che in Italia non ci sono le normative per il TramTreno è puerile, in quanto dovrebbe essere la Regione Umbria a chiederle a gran voce, denunciando al Ministero l'attuale sperpero di denaro pubblico per un servizio inappetibile, messo fuori concorrenza volutamente”.

C’è chi rema contro? Vuoi fare qualche esempio?

“Uno è quello del numero dei viaggiatori del Frecciarossa colpevolmente sottostimato. Fatto che ritardò per anni questo servizio utilissimo”.

Non ci sono leggi alle quali appellarsi? Se ne deve chiedere semplicemente l’applicazione. O no?

“Esiste una procedura di legge che impone allo Stato di pagare il servizio Frecciarossa per almeno tre coppie giornaliere, quale diritto dovuto”.

L’Umbria ha contribuito all’Alta Velocità?

“Esattamente. L'Umbria ha partecipato finanziariamente a realizzare l'alta velocità, ma ne è esclusa. Col paradosso che se lo deve addirittura pagare a parte!”.

Come stanno le cose?

“Ora da più parti arriva la sottolineatura che il servizio Frecciarossa ce lo deve pagare lo Stato. Vedremo da che parte stanno i nostri amministratori e parlamentari: o con chi vuole la Medio Etruria (con inutile sperpero di denaro e zero benefici) o con chi, invece, aspira a un degno servizio ferroviario a casa nostra”.

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