Ultima domenica d’agosto ricorre la tradizionale festa della Madonna dei Cenciarelli, la protettrice dai malanni

Un evento che incrocia fede, storia cittadina e antropologia

Ricorre oggi – ultima domenica d’agosto – la tradizionale festa della Madonna dei Cenciarelli (“Consolatrix afflictorum”), presso l’omonima chiesina campestre, sotto la Porta del Bulagaio. Un evento che incrocia fede, storia cittadina e antropologia. La protezione della Vergine si riferisce alla tutela dei credenti (e degli oranti) contro i malanni invernali. In primo luogo, febbri reumatiche, influenze e mal di gola (insieme a San Biagio). Destinatari i soggetti fragili: ossia, segnatamente, anziani e bambini.

Come si ricorderà, tradizione vuole che la chiesetta sia stata costruita attorno a un’edicola eretta per ricordare il miracoloso salvataggio di alcuni pastori, travolti da una frana nel discesone di Ponte Rio. Circostanza che si ripete anche ai nostri giorni, causa una rilevante fragilità della zona. Ma qual è lo strumento difensivo contro i malanni? I sacchetti con le polveri “miracolose”. Ossia quelle polveri raschiate dall’intonaco e gelosamente custodite, legandole al letto dei malati o al collo dei bambini. Tradizione che si sovrappone con quella dello scapolare del Carmelo.

I fazzoletti atti a contenere le polveri, insieme a cuoricini e catenine anche in oro, venivano poi appesi come ex voto per grazia ricevuta. E tuttora si possono apprezzare, contenuti nella teca trasparente che protegge la Madonnina recentemente restaurata. Riguardo al nome “cenciarelli”, questo sarebbe riferito agli straccetti contenenti le polveri miracolose. Una seconda versione vuole invece il riferimento ai cenci indossati dai “vilani”, diretti in città, i quali, all’altezza della chiesina, calzavano scarpe e indossavano indumenti meno dimessi.

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Altri, infine, sostengono che ci si riferisse ai panni caduti per strada dalle ceste delle lavandaie di Pretola e del Ponte: lenzuola e indumenti appoggiati sulle siepi perché venissero recuperati da coloro che li avevano persi. Oltre alle tradizionali celebrazioni, non mancheranno lotteria, panini, giochi popolari, “niccarìe” (golosità). Grazie alla famiglia Avellini che si prende cura di preservare dall’oblio l’antica festa popolare.

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