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Elce, chiesa di San Donato: quel terrazzo diverrà prototipo di sport, cultura e socialità

Cinema, MercatElce, campetto da pallavolo: un seducente rendering anticipa la formidabile polivalenza del progetto

Elce, chiesa di San Donato. Quel terrazzo diverrà prototipo di sport, cultura e socialità. Cinema, MercatElce, campetto da pallavolo. Un seducente rendering ne anticipa la formidabile polivalenza.
In quel progetto, posto fra i due portali della chiesa, sta scritto: “Aiutaci a realizzare un sogno”. 

Quale il sogno inseguito da generazioni?

Si cominciò dai tempi di monsignor Nazareno Bartocci, padre di questa splendida chiesa, ricca di opere d’arte di personaggi come Manlio Bacosi (la Via Crucis) e Artemio Giovagnoni (Crocifisso d’altare, fonte battesimale, pannelli laterali).

Ai tempi di don Nazareno, quel terrazzo era utilizzato per qualche giro sui pattini. Successivamente, con don Angelo Marchesi, si guardò al terrazzo, ma soprattutto al recupero dello storico teatrino sottostante la chiesa. Il recupero del teatro è andato avanti con don Luca Bartoccini, poi con don Gaetano Romano e oggi con don Riccardo Pascolini. Ormai, il teatrino (a parte gli arredi) è una realtà ed è stato parzialmente utilizzato anche per il Crest estivo.

Il terrazzo era però da considerare nella più ampia operazione che investe l’edificio: ex palestra a pianoterra (in passato, gestita dall’Associazione sportiva e culturale Elce), scuola di teologia e catechismo al piano superiore.

Non senza difficoltà, è giunto il momento dell’intervento sull’edificio lungo viale Antinori e, con esso, si arriva al “sogno” del mega terrazzo.

Uno spazio polifunzionale in cui svolgere attività di sport, cultura e socialità.

Quali? Cinema all’aperto, spazio per bancarelle di Mercatelce, campo di pallavolo. Sono alcuni degli utilizzi ipotizzati. Rinverdendo i tempi in cui la pallavolo, sponsorizzata dalla concessionaria Ford, assurse a gloria nazionale.

Torneremo sulle funzioni dei locali interni con un’intervista a don Riccardo, ma ci piace per ora plaudire convintamente ai progetti relativi all’uso di quel terrazzo.

Ne abbiamo più volte evidenziato lo stato di degrado: erba alta, disconnessioni nella piastrellatura, rottura dell’isolante con stillicidio di acqua nei locali sottostanti fino a farli dichiarare staticamente insicuri. 

L’appello a donare. È per questo che l’Inviato Cittadino si rivolge non solo agli elcini e ai parrocchiani, ma a tutti i perugini, perché si mettano una mano sul cuore e una sul portafoglio.

Il conto corrente sul quale versare, con relativo Iban, è in foto. Una parte della spesa verrà finanziata con l’8 per mille alla Chiesa cattolica. Ma dare una mano è un dovere. Come sarà di certo un piacere fruire dei servizi socio-culturali che si potranno attivare in questo spazio urbano di sicuro interesse.

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