Domenica, 21 Luglio 2024
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Due restauri di rango, Crocifisso e Campaniletto di San Benedetto. Presenti cittadini e autorità civili, militari e religiose

Due restauri di rango, Crocifisso e Campaniletto di San Benedetto dei Condotti. Esposti alla presenza di autorità civili, militari e religiose. Fra queste ultime, il cardinale Bassetti e don Riccardo Pascolini. Per il Comune, gli assessori Margherita Scoccia e Leonardo Varasano. Per la Regione, l’assessore Paola Agabiti. Mario Tosti rappresenta il rettore Oliviero. Introduce il direttore generale Adisu Maria Trani. Presente Mario Rampini, presidente Fondazione Belle Arti. Oltre a tanti intellettuali e storici della città, come il medievista Franco Mezzanotte, presidente dell’Associazione rionale Vivi il Borgo.

Sul campaniletto orientaleggiante avremo modo di tornare. Mentre riteniamo prioritario intrattenerci su quel crocifisso, materia di una nostra vecchia battaglia che consegue un obiettivo a lungo perseguito con tenacia.

Quello storico reperto di fede stava in origine nella ex chiesa di Santa Maria del Verzaro, oggi occupata da un bar, in piazza Cavallotti o, come allora si diceva, “degli Aratri”.

La chiesa fu abbattuta e il campaniletto a vela smontato e trasferito in San Matteo in Campo d’Orto, a valle del complesso monastico di San Francesco al Prato. Con esso anche il Crocifisso. Dal Collegio Universitario, dove sono in corso i lavori, l’artistico manufatto fu portato alla sede Adisu di via Benedetta. E lì trascurato in un angolo, fin quasi a perderne memoria. Con monsignor Elio Bromuri, che ben lo conosceva, si pensò di trasferirlo nella Cappella vanvitelliana di Palazzo Murena in piazza dell’Università.

Il Siepi (Descrizione Istorico-Topologica della città di Perugia) sostiene trattarsi di un lavoro intagliato da Andrea Battaglini nel 1645. Ma c’è chi retrodata anche di un secolo o forse due, a giudicare dall’incamottatura delle braccia, secondo una tecnica in uso fino al 1400-1500.

E veniamo all’intervento realizzato da Nicola Panichi, con la consulenza di Dino Roselletti. Sotto la guida dell’architetto Mauro Monella, autore anche del progetto sul campaniletto.

Le caratteristiche fisiognomiche medio orientali di quel Cristo ne fanno un prototipo molto interessante, in specie per la capigliatura a codine che raggiunge le spalle. La colatura del rosso a simulare il sangue riguarda la fronte e la ferita su costato, così come i fori dei piedi. La pulizia delle vernici e della pellicola pittorica ammalorata ha disvelato il colore verdino (da corpo “esangue”) tipico di sculture coeve e precedenti.

La scultura, al momento all’interno della chiesa di San Benedetto, è stata inserita all’interno di una installazione con finitura lignea tipo corten, sempre su progetto di Monella.

PRECISAZIONE DOVUTA. Per la cronaca, non corrisponde al vero quanto sostenuto dalla Presidente Maria Trani, ossia che si tratti di iniziativa recente e autonomamente intrapresa. A dire il vero, ormai da molti anni, diversi soggetti, fra i quali il sottoscritto [Nella sala del Governo cittadino tornerà il Crocifisso. Ma sia anche simbolo della nostra arte: la proposta di un'opera del '400 (perugiatoday.it), 2018], promossero una campagna di stampa a favore del recupero del prezioso crocifisso. Anche e proprio su queste colonne.

La questione mi fu segnalata dal poeta Francesco Curto, all’epoca dipendente Adisu. Avemmo modo di interloquire con l’allora Commissario straordinario, oggi rettore, Maurizio Oliviero. Convocammo il restauratore Giovanni Manuali che fece una prima valutazione dell’intervento di recupero.

La questione venne ripresa dal successivo Amministratore Luca Ferrucci [La Cappella dell’Università attende il prezioso crocifisso ligneo del Quattrocento (perugiatoday.it)] che se ne occupò fino alle sue dimissioni dalla carica. E si impegnò al restauro, fin dal 2017 [Esclusiva- Una preziosa opera del 400 perugino sarà salvata e restaurata (perugiatoday.it)]. Ma la faccenda era stata da me toccata qualche anno prima. Esistono, in proposito, articoli, testimonianze e fotografie che lo documentano.

A seguire, la questione è stata opportunamente ripresa dal presidente in carica.

Questo sentivamo di dover precisare ai lettori (che sono i primi, consapevoli testimoni) e alla città. Evidentemente, la dottoressa Trani non ricorda, omette, o non conosce, l’impegno di quanti l’hanno preceduta.

Pare invece il caso di citare il brocardo nella testata dell’Osservatore Romano, che recita UNICUIQUE SUUM. Senza dimenticare che questa frase fu scelta come titolo di un celebre romanzo di Leonardo Sciascia.

Il restauro del Crocifisso e Campaniletto di San Benedetto

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