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Quel box, ex edicola di via Mazzini, chiede aiuto. Che farne per renderlo prezioso per il centro

Il ritorno ad edicola vera e propria ad oggi è difficile da pensare...ma senza cambio di destinazione d'uso rischia di restare vuoto? L'ennesimo spazio vuoto in centro?

Quel box, ex edicola di via Mazzini, chiede aiuto. Che farne? È in linea con lo stile liberty del Palazzo delle Poste-Tribunale, in armonia col manufatto Granieri, è costato una somma ragguardevole, ma è inutilizzato. Un investimento sbagliato? Forse. Sta di fatto che chi si è premurato di restituire dignità al precedente gabbiotto rugginoso, ad angolo fra via Mazzini e piazza Matteotti, è rimasto col cerino in mano.

Difatti la destinazione ad angolo fiorito e a wedding shop è andata a buco. Non se ne sanno bene le ragioni, ma qualcuno si è tirato indietro. E tanto basta. Da quel momento, struttura chiusa. Sebbene disponga di comodità, come tende, vetro schermato, doppio condizionatore. Ieri mattina abbiamo eccezionalmente visto aperta l’ex edicola, presidiata da un giovane: in mostra, e in vendita, libri e riviste di rango. Materiale librario su temi di carattere artistico, storico e naturalistico del nostro territorio. Ha gratificato la vanità dell’Inviato Cittadino la vista di “Perugia Italia Mondo. La storia irriverente di Franco Venanti”, Morlacchi editore, scritto a quattro mani col massimo pittore della neofigurazione: lui le vignette, io i testi.

Ma c’era dell’altro. Fra cui riviste di settore, dedicate al living, al fashion, all’orologeria e all’architettura. Oltre che alla storia e alla natura della nostra regione. Ma ha senso, oggi, parlare di editoria ed edicola? Certamente no, almeno in termini di sostenibilità economica. Dice qualcuno: “Basta col food! Via Mazzini è diventata un enorme magnatutto”. Non si vede cosa ci sia di male. Il cibo è una categoria merceologica come le altre, tanto più quando è di vaglia. Dunque, pare certo che il Comune non sia disposto a concedere licenze che si orientino diversamente dalle rivendite di carta stampata. 

Appunto perché l’occupazione di suolo pubblico è stata rilasciata a favore di edicole che hanno goduto di uno speciale trattamento, in forza della qualità culturale e della rilevanza sociale che comportano. Ma oggi le edicole sono in default. Dunque, che fare? Ha senso lasciare quel bel manufatto ad arrugginirsi o a prendere aria senza alcuna utilità? Su questo si dovrebbe riflettere. Intercettando un’attività dignitosa, che risulti congrua col decoro dell’acropoli. Ma ci si decida a dare un ruolo a quel manufatto!

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