Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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PERUGINERIE Quando poco ci mancò che Perugia non divenisse capitale italiana

Un nuovo contributo dello storico Gian Biagio Furiozzi

Poco ci mancò che Perugia non divenisse capitale italiana. In onore dei Fatti del XX Giugno 1859. Un nuovo contributo dello storico Gian Biagio Furiozzi.

Amico dell’Inviato Cittadino e del nostro giornale, lo storico del Risorgimento dello Studium perusinum ci fornisce spigolature, rigorose e insieme pepate, relative alla Vetusta. Contenuti in gran parte riconducibili a un suo libro di prossima uscita.

Stavolta il professor Furiozzi ci racconta come l’idea di Perugia capitale dello Stivale fosse tutt’altro che un’ipotesi assurda o campata in aria.

Dice: “Quando, nel 1864, si doveva decidere lo spostamento della capitale da Torino, per effetto della Convenzione di settembre con Napoleone III, il Governo fece varie ipotesi e furono avanzate diverse candidature”.

Quali le città prese in considerazione? “Napoli, Firenze, Bologna e anche Perugia. Si cercava infatti una città dell’Italia centrale, possibilmente non confinante con il mare”.

Come mai si pensò proprio a Perugia?

“Perugia era diventata famosa con i Fatti del XX giugno, e si trovava, peraltro, in posizione centralissima. Del resto era stata già capitale per un paio di mesi, nel 1798, al tempo della Prima Repubblica Romana”.

Come mai la proposta non passò?

“Certo, la struttura urbanistica della città umbra non era l’ideale. E poi ci non mancò chi si desse da fare. Ad esempio, a Firenze si crearono addirittura degli appositi viali per fare spazio agli uffici pubblici e alle abitazioni dei funzionari”.

Insomma, non ce la facemmo!

“Comunque la proposta fu tra quelle prese in considerazione”.

Hai qualche altra chicca da offrirci in relazione al tema?

“Posso riferire una proposta davvero molto singolare: quella avanzata, in quella occasione, dal deputato Leone Carpi”.

Di che si trattò?

“Propose di scegliere come capitale Terontola, per la comodità delle vie di comunicazione. D'altra parte, Brasilia non fu creata dal nulla, al centro del Brasile?”.

Insomma, dobbiamo contentarci della definizione del Duce?

“Se vogliamo, ci possiamo consolare con il fatto che, essendo Perugia la città da cui partì la Marcia su Roma [dall’Hotel Brufani, ndr], Mussolini la definì non solo 'città fascistissima', ma anche 'la prima capitale d'Italia'”.

Si dice in perugino: “Consolete có sti ajetti!”. Che non ha nulla a che vedere con l’aglio, ma col verbo latino “aio”, che significa “dire”. Insomma: Perugia capitale d’Italia fu “detta”. Appunto!

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