E' di nuovo allarme per la Perugia-Ancona, bloccati i lavori: ennesima infrastruttura a metà?

In Umbria mancano ancora due cantieri, uno strategico quello della galleria di Casacastalda, l'altro al confine. Una nuova crisi aziendale mette a rischio il percorso

Ci risiamo. Saremo costretti a ricominciare da Tre? Tre come le aziende che si sono alternate ai lavori della Perugia-Ancona (non ancora completata) che hanno poi dovuto gettare la spugna per problemi economici, mettendo in difficoltà anche le aziende in sub-appalto o collaboratrici. L'ultima crisi, denunciata da Cgil, Cisl e Uil, riguarda il colosso Astaldi che rischia di mettere in crisi tutto il settore delle grandi opere. Una situazione talmente difficile che i sindacati hanno chiesto sia un tavolo nazionale a Palazzo Chigi e lo sblocco dei lavori con tanto di tutele per i lavoratori coinvolti. 

"I lavori in Umbria - hanno constato attualmente sono bloccati e sono rimasti incompleti sull’ultimo versante al confine con le Marche (2-3 km) dove alcune aziende umbre impegnate nella posa dell’asfalto hanno dovuto interrompere i lavori per una cronica carenza di risorse. Un ulteriore completamento della Perugia-Ancona va effettuato sulla galleria di Casa Castalda (attualmente non utilizzabile nei due sensi di marcia)". 

Situazione ancora più complicata sul versante marchigiano dove i lavori da terminare sono maggiori e hanno accumulato ritardi importanti i cantieri. I sindacati umbri hanno chiesto l'intervento anche della Regione dato che la nostra regione, più di altre soffre di un gap infrastrutturale notevole e non possiamo permetterci di fronte all’ennesima opera pubblica incompiuta. Inoltre tutto quanto è collegato alla crisi regionale del comparto edile che deve essere assolutamente rilanciato visto il ruolo centrale che svolge da un punto di vista occupazionale.

"L’Umbria - hanno concluso i sindacati - non può rimanere alla finestra, i lavori sulla Perugia-Ancona debbono assolutamente riprendere e Filca/Cisl, Fillea/Cgil e Feneal/Uil metteranno in campo tutte le iniziative necessarie anche di mobilitazione perché ciò avvenga in tempi brevi e certi". La parola spetta ora al Governo e alla Regione. Missione: evitare l'ennesima opera a metà. 
 

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