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PERSONAGGI PERUGINI. C’era una volta l sòr Gigli. Da borgarolo di Porta Sant’Angelo a Soprastante del civico cimitero di Perugia

PERSONAGGI PERUGINI. C’era una volta l sòr Gigli. Da borgarolo di Porta Sant’Angelo a Soprastante del civico cimitero di Perugia. La storia drammatica e significativa di Manlio Gigli, perugino che ispirò la propria esistenza a civismo e dignità. “Fu amico d'infanzia – ci dice il figlio Massimo – del grande industriale Aldo Piccini, anche lui originario di Porta S. Angelo e fondatore dell’omonima officina in via del Fagiano”.

Manlio era nato nel 1919 ed è morto 25 anni fa, nel 1996.

Famiglia umile, padre operaio e madre casalinga, da bambino fu preso a benvolere dalle suore di S. Agnese dove andava a servire messa. Le suorine decisero di farsi carico delle spese da affrontare per consentirgli di studiare.

Entrò così in un collegio di livello, prima a Firenze e poi al Vittorino da Feltre a Genova, dove frequentò il Liceo Classico conseguendo ottimi voti.

A 18 anni al fronte. In terza liceo classico, l’anno della maturità, Mussolini chiamò al fronte anche i diciottenni e Manlio fu mandato sul fronte slavo. Cinque anni di guerra, col grado di sergente maggiore. Dopo la guerra, fu insignito del grado di maresciallo d’onore.

La malattia e l’invalidità. Nei cinque anni di fronte (Croazia, Macedonia, Montenegro), Manlio fu colpito dal tifo petecchiale, infezione dalla quale si salvarono in pochi. Ma lui riuscì a scamparla, e fu poi riconosciuto invalido di guerra.

Assunto in Comune. Dopo la fine della guerra e la morte della madre, Manlio non se la sentì di sostenere l’esame di maturità ed entrò al Comune di Perugia, con compiti di ‘dirigente esecutivo’. Per il Comune, organizzò le prime colonie estive marine per bambini perugini a Marotta e Senigallia, a far capo dal 1947.

La “carriera” come responsabile del civico cimitero. Vinse poi il concorso di Sovrastante al Civico Cimitero di Perugia dal 1948. Allora il cosidetto "custode" aveva diritto all’abitazione.

“Si tratta – ci ricorda il figlio Massimo – del primo palazzo a destra entrando al monumentale. Al secondo piano c'è l'appartamento dove anche io sono nato e vissuto da bambino fino all’età di 16 anni. Al pianterreno, mio padre fece realizzare gli uffici e la scritta che tuttora campeggia nell’architrave” (foto).

2 L'Ufficio fatto realizzare dal Sòr Gigli e relativa abitazione di famiglia al secondo piano-2Il matrimonio nel 1948. “Nel 1948 mio padre si sposò e nel 1949 nacque mio fratello che purtroppo ebbe una grave infezione post-natale e rimase gravemente invalido. È deceduto nel 1995, un anno prima della scomparsa di papà”.

Manlio: un’istituzione cittadina. “Mio padre Manlio ricoprì il ruolo e la funzione di Sovrastante al Civico Cimitero di Perugia dal 1948 al 1976. Era considerato una vera ‘istituzione perugina’. Sotto la sua direzione, il Cimitero acquistò la grandezza e abbellimento di Cimitero Monumentale che abbiamo in pratica oggi”.

Parlaci di alcune sue iniziative. “Fra gli altri meriti, fece inaugurare il forno crematorio (solo recentemente riprogettato), fu riorganizzata e adeguata, la Camera Mortuaria, ci fu la costruzione dell'ampliamento di Monterone, furono sistemati i campi comuni, i campi militari e l'ossaia comune. Fu inoltre sistemato il cimitero ebraico, fu restaurata la Chiesa del Cimitero e le gallerie con le tombe monumentali. Papà fece di tutto perché fosse restaurato il tetto della Chiesa di  Monterone, distrutto da un incendio”.

Chi fu, insomma, Manlio Gigli? “È stato una persona onesta e rigorosa, come sapevano esserlo gli uomini di un tempo: quelli che hanno ricostruito l’Italia, dopo aver subito i disastri del fascismo”. A questo punto, ci si chiede se non sia opportuno, e doveroso, collocare una lapide, una targa,  intestargli una via interna o nelle adiacenze del cimitero per ricordare questa figura che per i perugini di allora era il "sor Gigli". Signore, veramente. Dedito a operare per la dignità dei vivi e dei morti. Umanissimo. Sempre dalla parte del rispetto dell’umanità.

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