Domenica, 17 Ottobre 2021
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Elce, via Francesco Innamorati. Quella perdita d'acqua che fa grattare la testa

Se quella perdita non si blocca, l’acqua investe il marciapiedi che diviene insidioso per i pedoni, nonostante l'intervento di Umbra Acque e del Comune di Perugia

Elce, via Francesco Innamorati. Quella perdita che fa grattare la testa. Ci stanno lavorando da un paio di giorni, dopo una serie di segnalazioni di passanti, studenti e residenti di prossimità. Ma pare che gli incaricati di Umbra Acque non cavino un ragno dal buco.

Il perché è presto detto: dovrebbe trattarsi di una perdita profonda che richiede una serie di saggi. D’altronde, non si può di certo sbranare quel muro da cui sgorga un ruscelletto consistente (foto 2). Su quella parete sono ancora visibili gli attacchi dei sostegni dei cavi del filobus: tempi di trasporti silenziosi ed ecologici. Della linea 3, la Elce-San Costanzo. Muro storico, dunque. Non secolare, s’intende, ma di quelle murature all’incerta, atte a sorreggere le strade pensili come viale Faina, che s’inerpica su lambendo le ex Case Operaie della Saffa, oggi Casa dello Studente.

L’accesso da cui operare sta sopra, a destra della dritta di viale Zeffirino Faina, prima dell’intersezione con via del Fagiano, poco sopra il luogo dove Aldo Piccini, nel secondo dopoguerra, aprì la sua fabbrica in città. Si entra da dietro quel cancello degli uffici dell’Università. Ed è lì che gli idraulici cercano di intercettare il buco nel tubo di adduzione dell’acqua.

Intanto il Cantiere comunale ha fatto la sua parte. Alle 19:30 di ieri, era presente una Panda del Comune con un dipendente a bordo, vicino alla scala di Geologia, in fase di restauro.

Controllava l’operato di due operai del Cantiere che scaricavano da un camion la necessaria dotazione di transenne metalliche. Se quella perdita non si blocca, l’acqua investe il marciapiedi che diviene insidioso per i pedoni. Umbra Acque – anche se finora senza esito – sta facendo il proprio dovere. Il Comune ci mette del suo. Si vorrebbe che, entro la giornata odierna, il problema fosse risolto. Con buona pace di condutture, vecchie di decenni, che non vogliono più saperne di reggere.

Ma non si spende meno a rinnovare che a mettere toppe e ‘cravatte’? La domanda è retorica.

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