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La Società di Mutuo Soccorso di Perugia partecipa al Giro d'Italia con una mostra intitolata a Giuseppe Evangelisti

Patriota mazziniano e garibaldino, campione di ciclismo, ma anche figura di riferimento della comunità perugina per virtù civili e morali

La Società di Mutuo Soccorso di Perugia partecipa alla Kermesse del Giro con una splendida mostra. Festeggiare uno sport popolarissimo a Perugia, celebrando il nome e la memoria di Giuseppe Evangelisti, patriota mazziniano e garibaldino, oltre che egregio appassionato e campione di ciclismo. Ma anche figura di riferimento della comunità perugina per virtù civili e morali.

Ne abbiamo citato di recente quella specie di “damnatio memoriae” di cui è stata vittima, per effetto del cambiamento “de facto, magis quam de iure” del Palazzetto dello Sport perugino, intitolato a suo nome dall’atto della costruzione, per volere della città (Quando il palazzetto era intestato a Peppino Evangelisti: il ricordo di un patriota, sportivo, massone).

Una tre giorni, quella della Società di via dei Priori, che coincide con la presenza del Giro nel nostro territorio.

La mostra sarà visitabile Lunedì 17 maggio (giorno dell’arrivo a Foligno) dalle 10,00 alle 12,30; Martedì 18 maggio (giornata di riposo) dalle 10,00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30; infine, Mercoledì 19 maggio (partenza della tappa da Perugia) dalle 10,00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30.

Ricorda Vanni Capoccia in un comunicato: “La nostra sede di Via dei Priori 32 sarà aperta nel ricordo di Giuseppe Evangelisti, artigiano decoratore, pittore, restauratore di interni, nato in un borgo popolare della città, campione del ciclismo delle origini, eroe garibaldino”.

Ottima occasione, per chi verrà in sede, a due passi dal Corso, per conoscere la gloriosa vicenda sportiva, politica e umana di Peppino Evangelisti. Personaggio di cui la Società possiede, e custodisce religiosamente, importanti testimonianze e memorie.

Curatori e donatori.

La mostra è stata montata attraverso prestiti di soci, come Cesare Barbanera, Paolo Burini (per le radio), (per riviste e immagini) Adriano Piazzoli, Vanni Capoccia, Sandro Bellu. L’installazione col contributo di Luciano Zeetti e Alberto Mori.

… Ma non solo Evangelisti. È infatti possibile ripercorrere, attraverso varie fonti informative e iconografiche, le imprese dei grandi campioni del passato: Coppi, Bartali, Magni, Baldini, Nencini, ma anche il nostro Carlo Brugnami; di vedere foto di un arrivo di tappa del Giro a Perugia; di ricordare, attraverso modelli di radio storiche, le radiocronache del passato che tenevano incollati all’apparecchio milioni di italiani.

La mostra si dipana nell’androne del palazzo, al civico 32, per le scale dello stesso e all’interno della sede. Si tratta di cartelli esplicativi con immagini e notizie di sicuro interesse.

Il chi è di Peppino Evangelisti.

La fama di “Peppino” Evangelisti in città non dipendeva solo dai risultati sportivi, ma anche dall’impegno politico. Repubblicano, amico fraterno di Guglielmo Miliocchi, fu il primo dei perugini a partire per la Grecia quando Ricciotti Garibaldi, figlio di Giuseppe e Anita, chiese alla gioventù democratica di arruolarsi nei garibaldini per accorrere in difesa della Grecia contro gli Ottomani.

Per usare una metafora ciclistica, Giuseppe Evangelisti indossò, non la “maglia rosa”, ma la camicia rossa in Grecia, poi nei Balcani sempre contro i turchi e nel 1914 durante la Grande Guerra come capitano garibaldino in Francia nella spedizione delle Argonne. Successivamente è stato  volontario della Prima Guerra Mondiale. I Francesi, per i suoi grandi meriti, lo insignirono della Legion d’Onore. È morto nel 1935 in Francia.

I nostri cimeli. La Società di mutuo soccorso di Perugia custodisce la sua camicia rossa, l’attestato della Legione d’Onore, il suo busto in gesso opera di uno scultore francese concesso al Comune di Perugia per un bronzo collocato all’esterno del Palazzetto dello sport.

Quel palazzetto è, e sarà sempre per noi, Pala Evangelisti. Questo sostengono il presidente Primo Tenca, il direttivo, i soci. Che ricordano come quel nome  sia stato suggerito da Paolo Mazzerioli. E che l’Amministrazione comunale intese onorare Peppino, in ragione delle sue imprese sportive ed eroismi garibaldini. A futura, sempiterna memoria.

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