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Palme imbustate e kit per la benedizione casalinga, come si organizzano le parrocchie per la Pasqua

La Veglia pasquale (sabato 3 aprile) potrà essere celebrata in tutte le sue parti come previsto dal rito, in orario compatibile con l’eventuale coprifuoco

Una boccetta di acqua santa per benedire casa. È quanto hanno approntato diverse parrocchie perugine. Un kit con un piccolo contenitore e un foglietto con la preghiera da recitare in famiglia. Acqua santa che non si trova più, da oltre un anno, nemmeno in chiesa, nelle acquasantiere, sostituita dal gel igienizzante.

Domenica scorsa don Raffaele Zampella ha distribuito, per i parrocchiani delle chiese di San Martino in campo, Santa Maria Rossa, Sant’Andrea d’Agliano, San Martino in Colle e Sant’Enea, ha distribuito contenitore e preghiera.

Padre Angelo Salvia della parrocchia di Ponte D’Oddi ha fatto altrettanto, lasciando a casa dei parrocchiani un kit per la Settimana Santa.

Anche don Riccardo Pascolini della parrocchia di San Donato di Case Bruciate ha invitato i parrocchiani a recarsi in parrocchia, scaglionati, per ricevere l’acqua benedetta per la benedizione.

A San Marco, invece, i fedeli che vorranno potranno portare una bottiglietta da casa, sabato o domenica delle Palme (la prossima) alle 11, e prendere l’acqua santa.

Per quanto riguarda i riti della Settimana Santa i vescovi italiani suggeriscono per la Domenica delle Palme (28 marzo), la commemorazione dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme, di evitare assembramenti dei fedeli; che i ministri e i fedeli tengano nelle mani il ramo d’ulivo o di palma portato con sé; in nessun modo ci sia consegna o scambio di rami. Il vademecum del Vicariato di Roma prevede che l’ulivo benedetto vada consegnato in mano, meglio ancora se chiuso in bustine, da persone con mascherina e guanti, o mani disinfettate.

La Messa crismale sia celebrata la mattina del Giovedì Santo (1 aprile) o, secondo la consuetudine in alcune diocesi, il mercoledì pomeriggio. Qualora fosse impedita “una significativa rappresentanza di pastori, ministri e fedeli”, il Vescovo diocesano valuti la possibilità di spostarla in un altro giorno, entro il tempo di Pasqua.

Il Giovedì Santo, nella Messa vespertina della “Cena del Signore” sia omessa la lavanda dei piedi. Al termine della celebrazione, il Santissimo Sacramento potrà essere portato, come previsto dal rito, nel luogo della reposizione in una cappella della chiesa dove ci si potrà fermare in adorazione, nel rispetto delle norme per la pandemia, dell’eventuale coprifuoco ed evitando lo spostamento tra chiese al di là della propria parrocchia.

Il Venerdì Santo (2 aprile), riprendendo l’indicazione del Messale Romano, il Vescovo introduca nella preghiera universale un’intenzione “per chi si trova in situazione di smarrimento, i malati, i defunti”. L’atto di adorazione della Croce mediante il bacio sia limitato al solo presidente della celebrazione.

La Veglia pasquale (sabato 3 aprile) potrà essere celebrata in tutte le sue parti come previsto dal rito, in orario compatibile con l’eventuale coprifuoco.

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