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Francesco Porzi manda gli auguri di buona Pasqua ai soci Aiser con una poesia in lingua perugina

Francesco Porzi manda gli auguri di buona Pasqua ai soci AISER con una poesia in lingua perugina.

Il dinamico scalatore (in mountain bike, con racchette e quant’altro) non è nuovo a queste uscite in chiave dialettale. Con tanta autoironia, scherzando sul nome Francesco/Checco e autodefinendosi scherzosamente “corbello”, si firma Checcoione.

Ecco il testo che auspica un superamento della pandemia e un ritorno alle cime nostrane. E alla tradizionale alimentazione umbra.

“Bona Pasqua, bona Pasquetta, belle renchiuse ’ntla casetta; / magna la torta, magna l’ovino, ’ncól capicollo … ’m bicchier de vino. / Facce sperè, oh! Mamma mia! Che gisse via … ’sta Pandemia!!/ E chiedén troppo, che si ciarmane, a ved’ i fiore ’nde ’ntól Pian Grande? / O facce artonnè, ntón cima al colle, fritt’a magnè ’mpò .. de cepolle?”.

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