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Parkinson e malattie rare, esperti a convegno per accrescere l'assistenza complessa a pazienti sempre più numerosi

Il mondo dell’assistenza sanitaria dell’Umbria si ritrova giovedì 28 febbraio nella sala convegni “Ugo Mercati” dell’Azienda ospedaliera di Perugia. Duemila i pazienti umbri coinvolti

Il mondo dell’assistenza sanitaria dell’Umbria si ritrova giovedì 28 febbraio nella sala convegni “Ugo Mercati” dell’Azienda ospedaliera di Perugia per un appuntamento che ricorre ormai da quattro anni, per richiamare attenzione sempre più crescente sulle malattie rare.

Uno dei temi trattati nel convegno sarà la malattia Parkinson che interessa circa 250.000 italiani di cui circa 2000 umbri. “Ci sono patologie croniche, molto diffuse, come ad esempio il Parkinson, che possono essere considerate rare laddove l’eziopatogenesi sia riconducibile ad un unico fattore genetico (5%dei casi totali) - dice la responsabile del Servizio di genetica medica del S. Maria della Misericordia - ed anche per questo abbiamo voluto dedicare a questa invalidante patologia una parte importante del convegno, affidando il tema al professor Paolo Calabresi, ricercatore di livello internazionale e al dottor Hladnik, genetista della associazione “Baschirotto Institute of rare disease” di Vicenza, che si occupa di studiare le forme ereditarie di Parkinson”.

Durante l’incontro che ha ricevuto il patrocinio della Regione dell’Umbria, verranno approfondite tematiche di Oncoematologia Pediatrica e di Nefrologia, a conferma che le malattie rare sono trasversali alle discipline mediche. Il numero crescente di diagnosi di malattie rare in Umbria ha incentivato il Sistema sanitario regionale a destinare risorse di professionisti e tecnologie per dare al fenomeno il rilievo che merita.

“La sfida è davvero impegnativa - osserva il dottor Paolo Prontera, genetista medico dell’Azienda ospedaliera di Perugia - occorre viaggiare in due direzioni, quella dell’assistenza ai malati rari, che è davvero complessa, perché implica il coinvolgimento di famiglia, scuola, ospedale e servizi territoriali, e quella della ricerca che in questi ultimi anni fa registrare dei piccoli ma significativi successi”.

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