Padre Sulpizi, ultimo agostiniano nella parrocchia di corso Garibaldi, trasferito nell'eugubino

Un sacerdote di altissima spiritualità, un uomo di eccezionale cultura, un esorcista che ha ricondotto tanta gente alla guarigione spirituale. Perugia ne sente fortemente la mancanza

FESTA DEGLI 80 ANNI AI NOTARI, Fernando Sulpizi tra il flautista Roberto Fabbriciani e il direttore dell'Orchestra da Camera di Perugia Lorenzo Sbaffi (foto Sandro Allegrini)

Padre Fernando Sulpizi, ultimo agostiniano nella parrocchia di corso Garibaldi, trasferito nell’eugubino. Perugia ne sente fortemente la mancanza. E se ne duole.  Oltre mezzo secolo al servizio della diocesi. Ben 700 anni di presenza agostiniana a Perugia svaniti nel nulla.

Un sacerdote, Fernando, di altissima spiritualità, un uomo di eccezionale cultura, un musicista di fama internazionale, un esorcista che ha ricondotto tanta gente alla guarigione spirituale (il noto padre Amorth, quando si trovava in ambasce, gli domandava consiglio, in ordine a casi complicati di possessione diabolica. Fernando aveva infatti ideato un percorso di liberazione originale e profondo).

Era legatissimo a Perugia, sebbene la microcriminalità gliene abbia combinate di tutte i colori: furti, persecuzione da parte di spacciatori e drogati, minacce e ricatti. E adesso la decisione dell’Ordine che lascia di stucco. Si sperava che, data l’età e le condizioni di salute, questo sacerdote-teologo-artista  potesse restare nella città che lo ha tanto amato. Ma così non è stato. Hanno anche chiuso definitivamente l’editoriale che ne pubblicava le opere.

Ci siamo interessati di padre Fernando varie volte, anche in occasione dell’evento che gli amici musicisti vollero dedicargli ai Notari per festeggiare gli ottant’anni. Ne abbiamo coltivato gelosamente l’amicizia, insieme a tanta intelligenza della Vetusta. Mi viene in mente il medievista Franco Mezzanotte, peraltro suo parrocchiano, oltre che attento recensore dei suoi studi.

Ce ne ha raccontate di buffe e di tragiche, don Fernando. Come quella che gli accadde alle due di notte quando, sentendo rumori, accese la luce e si ritrovò il ladro in camera. Costui (tutto vestito di nero, con una borsa scura) disse “Scusi, mi trovavo a passare per caso” e se la svignò.

Padre Fernando non ha mai lesinato un consiglio, una parola di conforto, un’offerta. È per questa sua connaturata bontà che tutti ne hanno approfittato.

Tempo fa mi parlò di un’opera gigantesca: le “Confessioni” di Sant’Agostino interpretate in musica e accompagnate da un ponderoso volume. Avendo chiuso l’editoriale del Borgo d’Oro, quel patrimonio di 20 ciddì e i testi attendono la pubblicazione. Ne ho parlato con un editore perugino, anche se l’opera richiede un investimento molto consistente. Vedremo cosa si può fare.

Ho incontrato padre Fernando qualche giorno fa e gli ho chiesto come andava. “Come va? E come vuoi che vada?”, mi ha risposto. Meglio non approfondire. Fernando, nella sua eccezionale bontà, continua ad avere fiducia negli uomini, oltre che in Dio. E siate certi che non gli verrà meno. Almeno quella verso il Padreterno.

Ora è lassù a Gubbio. In un clima che non è certo l’ideale per la sua salute. Speriamo riesca a farsi nuovi amici. Per noi perugini è una perdita incalcolabile. Ci mancherà parecchio.

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