Ospedale di Pantalla, quale futuro? Si cerchi una soluzione per garantire anche i servizi sanitari del territorio

Una nota da parte di Todi per la Famiglia sottolinea, senza voler fare polemica, la situazione di impasse in cui si trova l'ospedale territoriale, tra necessità di proteggersi da una seconda ondata di Coronavirus e l'esigenza dei servizi sanitari regolari per la popolazione

"La situazione sull’ospedale della Media valle del Tevere di Pantalla non è chiara". Da questa preoccupazione parte la nota inviata da Todi Per la Famiglia, in particolare dal consigliere comunale Gianni Perugini, sul futuro della struttura sanitaria tuderte, sul come e quando l’ospedale uscirà dalla fase di emergenza Covid e tornerà a servizio delle esigenze del territorio.

I dubbi da parte degli esponendi di Todi per la Famiglia non si sono sciolti nemmeno dopo l'ultimo incontro tra Regione e sindaci del territorio, perché non è stato chiarito in modo netto l'uscita dalla fase di emergenza per la struttura di Pantalla e quando questo presidio tornerà a svolegere il suo servizio sanitario sul territorio.

"Se nelle strategie per la gestione della pandemia Governo e Ministero per la Salute hanno indicato tra i punti fondamentali quello di individuare un ospedale Covid ogni milione di abitanti - prosegue la nota - tutto ci porta a pensare che Pantalla rischia di essere la sede 'naturale' dell’ospedale Covid dell’Umbria, data l’esperienza fin qui maturata e la centralità rispetto al territorio regionale". 

Ma il presidio ospedaliero di Todi è anche, di norma, la sede dei sevizi specialistici e ambultaoriali, dei day hospital, delle dialisi e delle trasfusioni dei circa 60.000 abitanti del bancino territoriale: questi servizi attualmente sono sospesi e i pazienti inviati a Branca o Perugia, spesso con orari improponibili.

La nota di Todi per la Famiglia vuole invece porre l'attenzione su alcune soluzioni alternative che si potrebbero profilare per l'ospedale Covid dell'Umbria: "Ad esempio la struttura della ex Milizia di Terni, di proprietà di Ater Umbria. Si tratta di un complesso di circa tremila metri quadrati posizionato nei pressi dell’azienda ospedaliera di Terni che, ad oggi inutilizzato, con un investimento non troppo ingente potrebbe essere riconvertito a centro per la gestione delle epidemie, magari diventando un punto di eccellenza regionale e non solo".

Altra ipotesi, se l’obiettivo fosse quello di gestire “solo” l’emergenza, sarebbe quello di utilizzare l’ospedale da campo di cui la Regione Umbria si è dotata e che garantisce circa trenta posti di terapia intensiva, si allestisce nell’arco di 24/48 ore ed è completamente autosufficiente dal punto di vista energetico ed idrico.

Lo spirito da parte di tutti i soggertti interlocutori in questa faccenda dell'Ospedale di Pantalla, appare comunque collaborativo: l'obiettivo è quello di individuare di mantenere alti gli standard della gestione della pandemia – come è stato fino ad ora - e, contemporaneamente, salvaguardare la qualità sanitaria di un territorio molto vasto come è quello della Media valle del Tevere. Nel mezzo, le incertezze dovute al comportamento del virus e la mancanza di linee guida nette da parte del Governo.

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