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Murale al Museo del Perugia calcio: prima lo scelgono per concorso e poi lo depennano. Ma l'artista non ci sta

Spiega che, se l’intenzione era quella della provvisorietà, il lavoro poteva realizzarlo su cartongesso, non su muro, come gli è stato richiesto

Museo del Perugia Calcio. Rimuovere quel murale. Assurdo! Prima lo scelgono, poi lo depennano. Una opzione negativa che mortifica un artista perugino di livello internazionale: Skizzo, all’anagrafe Francesco Marchetti, recente autore dei pannelli decorativi della Nuvola Lavazza di Torino, con una eco internazionale di assoluta eccellenza.

L’artista perugino ci scrive di aver ricevuto una missiva di questo tenore: “Abbiamo deciso di dare spazio anche ad altri artisti, se ci presenteranno dei lavori. Vorremmo fare una turnazione annuale o biennale per coinvolgere i tifosi e dargli la possibilità di fare qualcosa. Avevo intenzione di scriverti in questi giorni per presenziare al futuro passaggio di testimone. Sarei felice, Francesco, se ci presentassi anche tu una nuova idea o un nuovo bozzetto. C’è tempo fino al 30 maggio. Per noi sarà un modo per dare una piccola nuova veste al museo e così fornire un buon motivo di tornare a chi già ci è stato”. Firmato da un responsabile che già presiedette alla scelta (del lavoro e dell’artista) al momento del concorso.

Dice Skizzo: “Sapevo dall'inizio che il murale a qualcuno non piaceva, ma la cosa più grave è che il progetto del concorso prevedeva un’opera che rappresentasse la storia del Grifo nel suo museo, non una immagine che dopo due anni venisse cancellata o coperta”. E aggiunge, sdegnato: “Intanto ho già contattato chi ha promosso questa iniziativa, la giuria del concorso e svariati tifosi. Ho detto: per me potete anche rifare un nuovo contest, ma trovate un'altra parete o sennò mi staccate il murale, lo passo a ritirare e me lo porto a studio”.

Spiega che, se l’intenzione era quella della provvisorietà, il lavoro poteva realizzarlo su cartongesso, non su muro, come gli è stato richiesto. Poi, fuori dai denti: “Per altro, rimando sotto egida legale. Così non si fa!”. Insomma, conclude Skizzo: “Hanno  scritto che vorrebbero coprirlo con un pannello per dare una turnazione. Come se mancassero i muri”. Ricorda peraltro: “Quel lavoro artistico è stato compensato, come da concorso, con appena 100 euro senza materiali   (e poi dicono che il calcio ‘paga’)”.

E osserva: “Ma i tifosi che direbbero? Visto che quel lavoro ha riscosso un grande apprezzamento.E poi, visti i tempi e l’eccezionale esito con Lavazza, mica sono sicuro che gli convenga toglierlo”. Vedremo cosa succede. Ma oscurare o scartare un’opera vincitrice di concorso non pare una buona scelta. 

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